Definire la gestione dei ristoranti locali come una “truffa all’italiana” e sostenere che molti esercenti si siano divertiti a scapito dei turisti rappresenta un’accusa gravissima, in grado di gettare ombre su un intero settore produttivo e sull’immagine della città. Le affermazioni diffuse da Wlady Nigro, basate su generiche segnalazioni inviate dai follower, non risultano accompagnate da indicazioni precise su locali, date, ricevute o episodi verificabili.
L’Amministrazione comunale ha espresso la massima disponibilità a intervenire qualora emergano responsabilità individuali o comportamenti scorretti ai danni dei visitatori. L’interesse primario della comunità risiede nell’individuazione di chiunque alteri i conti o danneggi la reputazione del territorio, per applicare le dovute sanzioni e rendere pubblici i risultati degli accertamenti.
Giovanni Macrì ha invitato chiaramente Nigro a fornire dettagli precisi e riscontrabili: “Invito pertanto Wlady Nigro a fare nomi e cognomi e a indicare circostanze puntuali, documentate e riscontrabili. Potrà farlo pubblicamente oppure, se preferisce, trasmettendo ogni elemento in forma riservata all’Amministrazione comunale e agli organi competenti. Se possiede prove, collabori affinché i responsabili siano individuati. Se non le possiede, eviti di marchiare come truffatori, direttamente o indirettamente, centinaia di imprenditori e lavoratori onesti”.
La tutela del comparto economico e dell’immagine pubblica della città passerà anche attraverso il vaglio delle vie legali. L’Amministrazione ha già dato mandato ai propri legali di valutare ogni iniziativa utile a contrastare la diffusione di affermazioni ritenute lesive, auspicando al contempo un intervento compatto da parte delle associazioni di categoria a difesa della ristorazione tropeana.



