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Il Sole 24 Ore incorona la perla del Tirreno, ma esplode la questione abitativa

La nuova attenzione riservata a Tropea dal Sole 24 Ore conferma la forza raggiunta dalla destinazione turistica, offrendo al contempo l’occasione per affrontare una delle questioni più delicate che ne accompagnano il successo: il rapporto tra sviluppo turistico, mercato immobiliare, affitti brevi e tutela dell’identità locale. L’approfondimento del quotidiano economico descrive una destinazione proiettata verso le 600 mila presenze complessive, con oltre 100 mila pernottamenti negli hotel a 4 e 5 stelle e valori immobiliari che nel centro storico raggiungono i 10 mila euro al metro quadro. Numeri importanti a cui si contrappone un dato allarmante: negli ultimi dieci anni la città ha perso circa 1.500 residenti.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano, il Sindaco Giovanni Macrì sottolinea come la crescita di una destinazione non possa essere misurata unicamente attraverso presenze turistiche, valore degli immobili o capacità di spesa dei visitatori, ma debba includere la capacità di continuare a essere abitata dai propri cittadini. Il turismo resta la principale risorsa del territorio, ma senza una governance attenta si rischia di trasformare il borgo in una vetrina priva di comunità residente, annullando proprio quell’identità che ne costituisce la forza attrattiva. La difficoltà nel reperire alloggi a lungo termine a prezzi sostenibili colpisce soprattutto le giovani coppie e i lavoratori locali, costretti a spostarsi nei comuni limitrofi come Parghelia, Santa Domenica di Ricadi e Drapia.

Nel merito del dibattito nazionale sugli affitti brevi, Macrì contesta l’uso delle medie statistiche – spesso citate da commentatori come Nicola Porro – che posizionano gli alloggi turistici a quota 1,4% del patrimonio immobiliare italiano. Pur non demonizzando le locazioni brevi né il diritto di proprietà, il Sindaco evidenzia come i dati nazionali appiattiscano realtà territoriali profonde differenze. In destinazioni ad altissima intensità turistica come Tropea, la sottrazione di anche poche centinaia di immobili al mercato residenziale genera squilibri sociali immediati.

Per evitare che la crescita escluda la popolazione locale, viene rivolto un appello affinché il confronto sulle norme future non sia riservato alle sole associazioni di categoria, ma coinvolga direttamente i Sindaci. Prendendo spunto dal modello normativo adottato dalla Toscana, Macrì suggerisce che la Calabria – e in particolare il Presidente Roberto Occhiuto – possano considerare Tropea come un laboratorio regionale per sviluppare strumenti di governo flessibili e proporzionati. L’obiettivo non è frenare lo sviluppo o penalizzare gli operatori, ma garantire che il turismo continui a generare ricchezza senza sostituirsi alla comunità originaria.