Un’indagine giudiziaria coinvolge alcuni dirigenti medici dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Dulbecco” di Catanzaro. La vicenda riporta al centro del dibattito il tema della legalità e dell’efficienza delle strutture sanitarie in un territorio caratterizzato da forti criticità strutturali.
La posizione del sindacato sul garantismo e la gravità dei fatti
Sul caso è intervenuto Bruno Schipano, Segretario Generale della FP CGIL Calabria, evidenziando la necessità di attendere l’esito dei passaggi giudiziari e ribadendo la centralità delle garanzie costituzionali.
“Seguiamo con attenzione e rispetto il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura in merito all’indagine che vede coinvolti alcuni dirigenti medici dell’Asp e dell’A.O.U. “Dulbecco” di Catanzaro. In questa fase è doveroso richiamare con fermezza il principio costituzionale della presunzione d’innocenza fino a prova contraria e al compimento di tutti i gradi di giudizio”.
Il rappresentante sindacale ha evidenziato come l’eventuale accertamento delle contestazioni avrebbe un peso rilevante sul contesto regionale.
“Al contempo non possiamo esimerci da una riflessione di merito: qualora i fatti contestati ed eventuali responsabilità dovessero trovare conferma nelle sedi opportune, ci troveremmo dinanzi a condotte di una gravità inaudita, inaccettabili sia sul piano etico che professionale. In un territorio come il nostro, dove il Servizio Sanitario Regionale versa da anni in una crisi profonda e sistemica e dove un numero sempre crescente di cittadini è costretto a rinunciare alle cure o ad emigrare fuori regione per tutelare la propria salute, episodi del genere rappresentano una ferita profonda per l’intera comunità”.
Il ruolo del personale sanitario e la difesa del bene comune
La nota evidenzia inoltre il contrasto tra le condotte oggetto di accertamento e la realtà quotidiana affrontata dagli operatori del settore pubblico.
“È nostro dovere ricordare che la schiacciante maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica calabrese (medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici) opera ogni giorno in condizioni drammatiche, affrontando turni stremanti, gravi carenze d’organico e situazioni di cronico burnout pur di garantire il diritto fondamentale alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.”
A conclusione del suo intervento, Schipano ha richiamato l’esigenza di preservare l’immagine del servizio sanitario e di garantire la massima trasparenza.
“Non si possono tollerare ombre o scorciatoie che rischiano di gettare il discredito su chi, con abnegazione e senso delle istituzioni, mandano avanti gli ospedali ed i presidi territoriali della nostra regione. Serve massima chiarezza e rigore: la sanità pubblica è un bene comune e la tutela del diritto alla salute deve tornare ad essere l’unica priorità.”



