Allarme e profonda preoccupazione tra i residenti di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone, dove nove cani sono stati trovati morti in circostanze che fanno ipotizzare un’ampia diffusione di veleni nel territorio. La Polizia locale ha rintracciato le prime tre carcasse lungo le strade pubbliche durante una serie di controlli, recuperandone poi altre sei ammassate all’interno di un rudere abbandonato situato in un fondo privato.
Gli elementi finora raccolti suggeriscono un quadro ben preciso: le piste investigative guardano al possibile impiego di bocconi avvelenati, anche se per confermare formalmente la causa del decesso si dovranno attendere gli esiti degli accertamenti analitici a cura del Servizio veterinario dell’Asp. Le indagini, condotte in collaborazione tra Carabinieri e vigili urbani, mirano a chiarire se l’ingestione della sostanza letale sia avvenuta nell’area del ritrovamento, se le carcasse siano state collocate nel casolare in seguito o se dietro l’episodio ci sia il gesto di una sola persona. Nel frattempo le autorità sanitarie stanno controllando l’eventuale presenza di microchip sui resti, così da identificare gli eventuali proprietari e risalire alle ore precedenti alla scomparsa degli animali.
Rischio sanitario e bonifica straordinaria del casolare
Oltre alla gravità dei fatti, la presenza dei sei corpi all’interno del casolare ha sollevato un serio problema di carattere igienico-sanitario. L’avanzata decomposizione dei resti rischiava infatti di provocare la proliferazione di insetti e roditori, attirare fauna selvatica e causare cattivi odori, esponendo la zona a pericoli di inquinamento ambientale.
Per scongiurare complicazioni per la salute pubblica, il sindaco di Cutro, Domenico Voce, ha provveduto a sottoscrivere un provvedimento contingibile e urgente per disporre l’accesso forzato nell’area privata. Il blitz, eseguito congiuntamente da Polizia locale, personale veterinario dell’Asp e addetti di una ditta specializzata, ha consentito la rimozione delle carcasse e l’awio delle procedure di smaltimento conformemente alle norme europee in materia sanitaria. L’intero settore sarà sottoposto a Successivi interventi di disinfezione, pulizia e messa in sicurezza. Il recupero dei tre animali trovati sullo spazio pubblico è stato invece demandato a un operatore incaricato dall’azienda Marchese, responsabile della gestione dei servizi ambientali nel comune.
Misure restrittive contro i bocconi avvelenati e tutele per i residenti
Alla luce degli awenimenti, le autorità comunali hanno deciso di innalzare i livelli di attenzione e prevenzione in tutto il comprensorio. La dispersione di sostanze nocive costituisce un pericolo ad ampio raggio che non riguarda solo gli animali domestici, ma rischia di danneggiare la fauna selvatica, alterare gli equilibri naturali del luogo e mettere a repentaglio l’incolumità delle persone, in particolare dei bambini piccoli nelle zone verdi.
L’ordinanza stabilisce il divieto assoluto di preparare, miscelare, possedere o distribuire sul territorio comunale esche tossiche, composti velenosi o materiali in grado di arrecare danni fisici o la morte. Per i cittadini e gli accompagnatori di animali che frequentano le aree a rischio viene prescritta la massima cautela: i cani dovranno viaggiare muniti di museruola e tenuti a guinzaglio corto, dopo un’attenta verifica visiva dello stato dei luoghi prima di qualsiasi sosta.
Disposizioni ufficiali e sanzioni previste per i trasgressori
Al fine di facilitare le indagini ed evitare ulteriori rischi, le forze dell’ordine e le strutture veterinarie dell’Asp raccomandano alla popolazione di non toccare né spostare eventuali sostanze o salme sospette individuate nelle strade. Qualsiasi anomalia deve essere segnalata subito al comando della Polizia locale o alla stazione dei Carabinieri.
La tutela dello stato dei luoghi risulta fondamentale per permettere agli esperti di effettuare i campionamenti e i prelievi necessari alle analisi. Chiunque non rispetti le norme fissate dal provvedimento o alteri le zone interessate dai rilievi andrà incontro alla segnalazione all’autorità giudiziaria.



