La Calabria mette al centro il futuro della propria olivicoltura e lo fa partendo da una parola chiave: conoscenza. È questo uno degli elementi emersi con maggiore forza nel corso della conferenza stampa di presentazione di Academy Olivo in Campo Calabria, l’iniziativa promossa da Regione Calabria e ARSAC, in collaborazione con L’Informatore Agrario, che l’1 e il 2 ottobre porterà sul territorio regionale un appuntamento nazionale dedicato all’aggiornamento tecnico e alle nuove prospettive del comparto.
L’iniziativa è stata pensata per chi lavora quotidianamente negli oliveti: agricoltori, imprenditori, tecnici, agronomi, frantoiani e operatori dell’intera filiera, chiamati a confrontarsi con un settore che sta attraversando una fase di profondi cambiamenti e che richiede strumenti nuovi per continuare a produrre qualità, creare valore e garantire redditività alle aziende.
«La difficile congiuntura dei prezzi ci ricorda che la competitività non può dipendere soltanto dalla quantità prodotta. Dobbiamo essere capaci di leggere i mercati, intercettare i cambiamenti nei consumi, rafforzare la qualità, la tracciabilità, la distintività delle nostre produzioni e costruire filiere più forti, organizzate e capaci di creare valore», ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. «Governare le dinamiche del mercato e governare l’innovazione produttiva sono oggi due facce della stessa sfida. La Calabria possiede un patrimonio olivicolo straordinario, fatto di storia, biodiversità, paesaggi, varietà autoctone e competenze. Ma la tradizione, da sola, non può bastare. Dobbiamo avere la capacità di trasformare questo patrimonio in un modello moderno di olivicoltura, capace di competere in Italia e sui mercati internazionali.
La Regione Calabria sta accompagnando questo percorso con strumenti concreti, a partire dagli investimenti destinati alla modernizzazione e alla competitività delle aziende olivicole. Ma nessun investimento tecnologico può produrre pienamente i suoi effetti senza conoscenza e formazione. Per questo Academy Olivo in Campo rappresenta qualcosa di più di una manifestazione tecnica: è un momento nel quale il mondo della produzione, la ricerca, i tecnici, le istituzioni e le imprese possono confrontarsi e costruire insieme le risposte alle sfide del futuro. La nostra ambizione deve essere chiara: non difendere semplicemente l’olivicoltura calabrese, ma metterla nelle condizioni di crescere, innovare e creare più valore. Perché il futuro dell’olio calabrese si gioca nei nostri oliveti, nei nostri frantoi, ma anche nella capacità dei nostri produttori di conoscere, innovare e anticipare il cambiamento.».
Tra campo e istituzioni: il programma della due giorni
La prima giornata, ospitata presso l’azienda agricola Statti di Lamezia Terme, sarà caratterizzata da attività e dimostrazioni direttamente sul campo, grazie al contributo di esperti e alla professionalità del mondo degli agronomi calabresi. La seconda giornata, presso la Cittadella regionale Jole Santelli di Catanzaro, allargherà il confronto alle strategie di sviluppo della filiera, ai mercati e alle politiche per il rilancio dell’olivicoltura.
«Occorre produrre meglio, con maggiore efficienza, qualità e sostenibilità», ha dichiarato Giuseppe Iiritano, Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, «conoscere i nuovi sistemi di impianto e di gestione dell’oliveto, utilizzare la meccanizzazione e gli strumenti dell’agricoltura di precisione, migliorare la gestione dell’acqua e del suolo, intervenire tempestivamente sulle criticità fitosanitarie e valorizzare adeguatamente il prodotto. Anche di fronte ai primi segnali relativi alla presenza della Xylella sul territorio regionale, dobbiamo scegliere la strada della conoscenza, del monitoraggio, della ricerca e della prevenzione, senza allarmismi ma con la massima attenzione e capacità di intervento.».
Un altro tema centrale dell’eventi riguarda la qualità dell’olio extravergine di oliva, che nasce dalle scelte agronomiche, dalla salute della pianta, dalla gestione del suolo e dell’acqua, fino ai tempi di raccolta e alla trasformazione in frantoio.
«In una fase complessa per il mercato dell’olio, promuovere l’olivicoltura calabrese significa innanzitutto dare valore al lavoro dei nostri produttori e alla qualità di un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità della Calabria. Non basta produrre un olio di qualità: dobbiamo saperlo raccontare, farne conoscere l’unicità, le varietà, i territori e il valore ambientale e culturale che porta con sé», ha dichiarato Fulvia Caligiuri, Direttrice generale dell’ARSAC. «La promozione diventa quindi uno strumento concreto di competitività, capace di avvicinare il consumatore al prodotto e di aprire nuove opportunità sui mercati. È anche attraverso una comunicazione più efficace, una presenza qualificata nelle occasioni nazionali e internazionali e una maggiore consapevolezza del valore delle nostre produzioni che possiamo contribuire a superare le difficoltà del momento. ARSAC vuole essere al fianco degli olivicoltori calabresi in questo percorso: perché promuovere l’olio calabrese significa promuovere un territorio, il suo lavoro e il suo futuro.».
L’evento vede la partecipazione delle principali organizzazioni agricole regionali — Confagricoltura, Coldiretti, CIA e Copagri — insieme agli Ordini professionali degli agronomi e forestali.
«L’olivicoltura calabrese rappresenta molto più di una filiera produttiva: è economia, lavoro, identità e presidio dei nostri territori. In una fase complessa per il mercato, è necessario rafforzare il sostegno alle imprese e creare le condizioni perché qualità, innovazione e promozione possano tradursi in maggiore competitività. Iniziative simili hanno proprio questo valore: mettere in connessione istituzioni, produttori, ricerca e mondo tecnico, favorendo la diffusione di conoscenze e strumenti capaci di accompagnare l’olivicoltura verso nuove prospettive», ha dichiarato Elisabetta Santoianni, presidente della VI Commissione del Consiglio Regionale della Calabria. «La nostra regione ha tutte le caratteristiche per affermare il valore del proprio olio anche oltre i confini regionali: dobbiamo continuare a lavorare insieme perché questo patrimonio diventi sempre più un’opportunità di crescita per le nostre imprese e per i nostri territori.».
«In un momento particolarmente delicato per l’olivicoltura, nel quale la pressione sui prezzi dell’olio, l’aumento dei costi di produzione, i cambiamenti climatici e le nuove sfide fitosanitarie impongono al comparto di interrogarsi sul proprio futuro, la formazione e l’innovazione non sono più un’opzione: sono una necessità», ha evidenziato Antonio Boschetti, direttore responsabile de L’Informatore Agrario. «Portare direttamente nei territori conoscenze, tecnologie, ricerca e competenze significa mettere gli olivicoltori nelle condizioni di comprendere e governare meglio i processi produttivi e, soprattutto, di affrontare con maggiore consapevolezza le dinamiche di un mercato sempre più complesso. È questa una delle ambizioni principali dell’iniziativa: fare in modo che le innovazioni non rimangano patrimonio esclusivo di ricercatori e specialisti, ma diventino strumenti comprensibili e utilizzabili dall’agricoltore. Sensoristica, sistemi di supporto alle decisioni, agricoltura 4.0, irrigazione efficiente, gestione del suolo, nutrizione, biosolution, meccanizzazione, nuovi modelli colturali e sistemi di impianto saranno affrontati con un approccio orientato alle concrete esigenze produttive.»



