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Isola ecologica o discarica abusiva? Caos rifiuti all’esterno del Centro di Raccolta di Cariati

Materassi, divani, armadi, pannelli in legno, strutture metalliche, televisori e monitor fuori uso. Questo è lo scenario documentato il 18 settembre lungo la strada di accesso e all’esterno del Centro di Raccolta Comunale di Cariati, dove una consistente quantità di rifiuti ingombranti e misti si è accumulata ai margini della carreggiata, proprio davanti al punto prescelto per la gestione controllata della raccolta differenziata.

La questione solleva interrogativi immediati sulla gestione del servizio e sui controlli ambientali nel territorio comunale. Se da un lato il comportamento degli incivili che abbandonano i materiali sul suolo pubblico resta da condannare e sanzionare, dall’altro la presenza prolungata di tali depositi richiama alle responsabilità previste dal capitolato d’appalto.

Le clausole contrattuali e la pulizia degli accessi

Il contratto di servizio stabilisce che l’operatore privato debba procedere quotidianamente alla rimozione dei rifiuti posizionati all’esterno dei contenitori dedicati, garantendo il decoro e la pulizia sia degli accessi sia del perimetro esterno dell’impianto. Per quanto riguarda gli abbandoni abusivi identificati sulle aree pubbliche, la convenzione prevede l’intervento di ripristino entro 12 ore dalla notifica.

L’insieme delle prestazioni richieste rientra nell’organizzazione ordinaria del servizio finanziato dai cittadini tramite la TARI. La copertura economica include la gestione operativa del Centro di Raccolta, la fornitura e lo svuotamento dei cassoni, la gestione dei RAEE e degli ingombranti, il monitoraggio degli accessi e il costante controllo dei conferimenti per prevenire irregolarità.

La richiesta di chiarimenti alle autorità comunali

Attraverso una comunicazione formale inviata tramite PEC, il gruppo consiliare Lampare ha sollecitato risposte puntuali da parte dell’Amministrazione e degli uffici competenti per fare luce sulle cause dell’accumulo.

«La responsabilità dei cittadini e quella delle istituzioni non si annullano a vicenda. Chi sporca deve pagare. Chi è pagato per pulire deve intervenire. Chi amministra deve controllare.»

Tra i quesiti sollevati figurano la verifica della regolare apertura del centro, la capienza e lo stato di riempimento dei cassoni internamente disponibili, nonché l’operatività dei sistemi di videosorveglianza per l’individuazione dei trasgressori. È stato inoltre richiesto di accertare l’effettuazione di sopralluoghi da parte del Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) e del Responsabile Unico del Progetto (RUP), oltre all’eventuale contestazione di penali per inadempimento.

L’istanza formale richiede la bonifica immediata dell’area, il coinvolgimento della Polizia Locale, la verifica dei registri di conferimento e l’attivazione degli interventi d’ufficio in caso di mancata risoluzione da parte del gestore.