Un’analisi epidemiologica diffusa dal ministero della Salute e riportata dall’Ansa evidenzia un consistente incremento dei casi di morbillo in Italia nei primi cinque mesi del 2026. I dati ufficiali indicano 472 casi confermati nel periodo compreso tra gennaio e maggio, a fronte dei 322 registrati nello stesso arco temporale del 2025. Il quadro epidemiologico globale potrebbe tuttavia mostrare un impatto ancora maggiore: considerando anche i casi attualmente catalogati come “possibili e probabili”, pari a 609, il bilancio rischia di subire un ulteriore e significativo aggravamento.
L’andamento dell’infezione dall’autunno 2023 a oggi
Il monitoraggio dell’infezione mostra un cambio di tendenza a partire dall’autunno del 2023, momento in cui si è interrotto il periodo di prolungato controllo della patologia e si è verificato un marcato aumento delle segnalazioni. Nel corso del 2024 le notifiche complessive hanno raggiunto quota 1.045, delle quali 946 sono state confermate tramite analisi di laboratorio. Il 2025 ha fatto registrare una temporanea flessione con una discesa a 497 casi confermati, prima del nuovo balzo rilevato nelle rilevazioni del 2026.
L’analisi dello stato immunitario delle persone colpite conferma una stretta correlazione tra contagio e assenza di protezione vaccinale. Oltre il 90% dei contagi complessivi ha riguardato soggetti non vaccinati, mentre una quota inferiore al 6% si è verificata in individui che avevano ricevuto unicamente la prima dose del ciclo vaccinale.
La mappa dei contagi sul territorio e la copertura vaccinale
Il rialzo della curva epidemica nel 2026 presenta una distribuzione disomogenea, concentrandosi con particolare intensità in specifici ambiti regionali. In Calabria la variazione è risultata particolarmente marcata, passando dai 17 casi segnalati nel 2025 ai 265 del 2026. Un incremento significativo si osserva anche in Campania, dove le segnalazioni sono salite da 18 a 100, nel Lazio con un passaggio da 47 a 54 casi, e in Toscana, passata da 6 a 49 segnalazioni.
La ripresa della circolazione virale si inserisce in un contesto caratterizzato da livelli di copertura vaccinale diffusi ma ancora insufficienti. Nel 2024 nessuna Regione o Provincia Autonoma ha raggiunto la soglia del 95% di vaccinati con due dosi, target indicato dalle linee guida internazionali come necessario per bloccare la trasmissione della malattia. Le percentuali più basse dell’indicatore si attestano in Sicilia con il 67,88%, in Campania con il 71,89% e nella Provincia Autonoma di Bolzano con il 73,69%.



