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Poliziotti aggrediti e troppi straordinari: il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza sui numeri della Questura di Crotone

Un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica ha seminato il panico nel centro di Crotone, danneggiando diverse automobili in sosta con un paletto di ferro e scagliandosi successivamente contro gli agenti della Squadra Volanti giunti sul posto. L’aggressione, avvenuta in via Regina Margherita, si è conclusa con il ferimento di quattro poliziotti, due dei quali hanno riportato lesioni più serie.

Sull’episodio è intervenuta la Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, che ha depositato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Interno, firmata anche dai deputati Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci, per fare luce sulle reali condizioni operative in cui si trova ad agire il personale della Polizia di Stato sul territorio pitagorico.

«Grazie a quegli agenti. Hanno disarmato e immobilizzato un uomo che spaccava le auto in pieno centro senza usare né l’arma di ordinanza né il taser, ci hanno rimesso la salute e hanno dovuto anche trattenere alcuni cittadini che volevano farsi giustizia da soli», dichiara la parlamentare pentastellata.

Il nodo dei servizi straordinari e la scopertura del personale

L’iniziativa del M5S punta a verificare se il ricorso sistematico ai turni straordinari nasconda una carenza strutturale nell’organico della Questura calabrese. Nel testo inviato al Viminale vengono richiamati i dati delle recenti attività di controllo: 472 persone e 212 veicoli fermati il 7 settembre; 329 persone e 152 veicoli controllati il 13 settembre dalle sole Volanti; ulteriori 252 individui e 128 mezzi identificati il 20 settembre, la vigilia dell’aggressione.

«Ma la solidarietà dura un giorno. Io al Ministro ho chiesto dei numeri», prosegue Baldino. «Quando lo straordinario diventa la regola, di solito significa che l’ordinario non basta. Ho chiesto quindi qual è la dotazione organica effettiva della Questura di Crotone, quanti uomini sono assegnati alle Volanti e al controllo del territorio e quanta scopertura c’è rispetto alla pianta organica».

La polemica sui social e la gestione dei canali di comunicazione

Oltre alla gestione del personale, l’interrogazione solleva rilievi in merito alla diffusione delle notizie e alla gestione delle pagine social riconducibili alle forze dell’ordine. Nelle ore successive all’aggressione si erano infatti diffuse voci su presunti raid o rivolte orchestrate da cittadini stranieri, ricostruzioni smentite dagli stessi accertamenti investigativi.

Al centro dell’attenzione è finita inoltre la condivisione di una nota politica sulla pagina Facebook intitolata “Questura di Crotone”. «Nelle ore successive sui social si è parlato di un raid o di una rivolta di stranieri: era falso, e lo hanno chiarito le stesse Forze dell’ordine. Un uomo ha aggredito dei poliziotti e ne risponderà davanti a un giudice, ma la responsabilità di un singolo non si scarica su un’intera comunità», sottolinea la rappresentante del M5S.

«Risulta inoltre che sulla pagina Facebook denominata “Questura di Crotone” sia stato condiviso un comunicato di Gioventù Nazionale e sembrerebbe anche di altre forze politiche. Che un partito esprima solidarietà agli agenti è legittimo; che un comunicato di partito venga rilanciato da un canale riconducibile alle Forze dell’ordine è un’altra cosa. Ho chiesto se quella pagina sia un canale ufficiale e chi ne abbia la responsabilità editoriale. Non è questione di schieramento: la Polizia di Stato è di tutti i cittadini e la sua credibilità sta anche nell’essere percepita come terza», conclude la parlamentare.