La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina rischia di trasformarsi in una minaccia letale per la fauna selvatica su scala internazionale. Decine di migliaia di uccelli migratori potrebbero infatti morire a causa dell’impatto con la struttura, la cui ubicazione coincide con uno dei punti di concentrazione strategici più rilevanti al mondo per i flussi dell’avifauna tra Africa ed Eurasia. L’area coinvolta è peraltro già tutelata come sito della rete europea Natura 2000.
Per denunciare la gravità dell’opera, 79 organizzazioni provenienti da Europa, Asia e Africa — tutte partner della rete BirdLife International — hanno inviato una lettera congiunta indirizzata alla Commissaria all’Ambiente dell’Unione Europea, Jessica Roswall, e al segretario della Convenzione per la conservazione delle specie selvatiche migratrici (CMS), Andy Raine. Il documento è stato trasmesso per conoscenza anche al Governo italiano.
Un’opera insostenibile per la conservazione delle specie
A farsi portavoce del grido d’allarme nel contesto nazionale è la Lipu-BirdLife Italia, rimarcando come l’infrastruttura entri in palese contrasto con i dati e i pareri della comunità scientifica in materia di salvaguardia della biodiversità globale. Le organizzazioni internazionali giudicano l’intervento del tutto incompatibile con la tutela e la sopravvivenza delle specie in transito.
I rappresentanti di BirdLife Europa e Asia centrale, BirdLife Africa e BirdLife Medio Oriente hanno espresso profonda preoccupazione sulla vicenda: “Anche a fronte della gravità e della rapidità del declino che interessa un numero crescente di specie di uccelli migratori in tutto il mondo, come riportato anche in una recente review scientifica su Nature Reviews Biodiversity, BirdLife Europa e Asia centrale, BirdLife Africa e BirdLife Medio Oriente ritengono dunque che il progetto sia incompatibile con la conservazione degli uccelli migratori che attraversano lo Stretto”.
L’appello della Lipu alla responsabilità delle istituzioni
Il braccio di mare tra Calabria e Sicilia funge da corridoio aereo naturale e insostituibile per moltissime specie. La costruzione del viadotto rischierebbe di scompaginare equilibri ecologici estremamente delicati, richiamando l’Italia ai propri impegni di tutela di fronte alla comunità internazionale.
A sottolineare l’urgenza di un fermo cambio di rotta è Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia: “L’Italia ha una grande responsabilità nella tutela delle rotte migratorie tra Eurasia ed Africa, responsabilità che si deve tradurre in scelte politiche ed economiche rispettose dei meccanismi della natura, dai quali dipende la nostra stessa sopravvivenza”.



