Le vecchie cartelle di Imu, Tari e multe possono diventare meno pesanti anche in Calabria. Lo sconto non arriva per tutti: dipende dall’amministrazione che deve incassare e da chi ha ricevuto l’incarico di riscuotere. Sono 177 gli enti calabresi segnalati tra gli aderenti alla rottamazione quinquies: 176 Comuni e la Provincia di Vibo Valentia.
La Regione Calabria, invece, non compare tra le amministrazioni regionali aderenti: il bollo auto regionale resta fuori da questa specifica procedura. Per i contribuenti la data da segnare è il 16 ottobre 2026, quando si aprirà la finestra per presentare domanda. Il termine sarà il 15 dicembre. Prima, però, bisognerà verificare che le proprie cartelle rientrino effettivamente nell’agevolazione.
Dal conteggio della ricognizione nominativa pubblicata da Finanza & Fisco, elaborata sulla base dell’elenco dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, risultano 60 Comuni nel Cosentino, 56 nel Reggino, 24 nel Catanzarese, 16 nel Crotonese e 20 nel Vibonese, ai quali si aggiunge la Provincia di Vibo Valentia. Tra le città figurano Catanzaro, Lamezia Terme, Corigliano-Rossano, Rende, Acri, Crotone, Reggio Calabria, Locri, Palmi, Polistena, Siderno e Taurianova. Si tratta di una selezione dei centri interessati, non dell’elenco completo regionale.
Nel Vibonese la ricognizione comprende Briatico, Dasà, Dinami, Filandari, Filogaso, Francavilla Angitola, Maierato, Mileto, Parghelia, Ricadi, Rombiolo, San Calogero, San Gregorio d’Ippona, Serra San Bruno, Simbario, Spilinga, Tropea, Vallelonga, Vibo Valentia e Zambrone. Compare inoltre l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia. La distinzione conta: l’adesione della Provincia riguarda i propri crediti e non rende automaticamente rottamabili le tasse di tutti i Comuni del territorio. La misura dipende infatti dalla scelta dell’ente titolare dell’entrata.
Le regole per Imu, Tari e verbali del Codice della strada
La definizione agevolata consente di chiudere i debiti ammessi beneficiando dell’eliminazione delle componenti previste dalla legge, tra cui sanzioni tributarie e interessi. Il contribuente deve comunque versare il tributo originariamente dovuto, oltre alle spese previste per notifiche e procedure esecutive. Il risparmio dipenderà quindi da come è composta la singola cartella. Non esiste una percentuale di sconto uguale per tutti: una posizione gravata da molti interessi e sanzioni può ottenere un alleggerimento maggiore rispetto a una composta quasi interamente dal tributo non versato.
Per le multe la regola è diversa e va chiarita subito. La rottamazione non cancella la sanzione originaria: lo sconto riguarda gli interessi, comprese le maggiorazioni richiamate dalla normativa, e le somme maturate a titolo di aggio. Chi ha una cartella per una violazione del Codice della strada può quindi ottenere una riduzione degli accessori. Deve però pagare la multa e le spese dovute.
L’esclusione del bollo auto e i requisiti delle cartelle
A livello nazionale il bollo compare tra i debiti potenzialmente interessati dalla misura. Non significa che sia rottamabile in ogni regione. Le amministrazioni regionali indicate tra le aderenti sono Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria; per Puglia e Umbria l’applicazione è limitata ai carichi della tassa automobilistica. La Regione Calabria non è nell’elenco. L’adesione del Comune in cui si vive non cambia questa situazione: il bollo è un tributo regionale. L’esclusione qui descritta riguarda questa procedura e non va confusa con eventuali agevolazioni o provvedimenti regionali autonomi.
L’estensione della quinquies agli enti territoriali riguarda i debiti tributari e non tributari risultanti da carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Sono esclusi i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti. La data decisiva è quella dell’affidamento alla riscossione. Non basta che l’imposta o la multa risalgano a prima del 2024: bisogna controllare quando il relativo carico è stato consegnato ad AdeR. L’applicazione richiedeva inoltre un provvedimento dell’ente interessato, da pubblicare sul sito istituzionale e trasmettere all’Agenzia entro il 31 luglio 2026.
Scadenze e modalità di pagamento
Entro il 15 ottobre 2026, AdeR dovrà mettere a disposizione nell’area riservata i dati necessari a individuare i carichi definibili e pubblicare le modalità telematiche per aderire. Le domande potranno essere presentate dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. L’Agenzia comunicherà le somme dovute entro il 28 febbraio 2027.
Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure attraverso un piano fino a 54 rate bimestrali, con prima scadenza nella stessa data. Per chi sceglie la dilazione sono previsti interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027: lo sconto sugli interessi pregressi non rende gratuita la rateizzazione futura.



