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Stangata sulle bollette della luce: da ottobre +37,3% per i clienti vulnerabili

L’autunno si apre con un netto incremento dei costi energetici per i consumatori fragili. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) ha ufficializzato un aumento del 37,3% della tariffa elettrica di riferimento a partire dal 1° ottobre 2026, misura rivolta alla platea di circa 3 milioni di utenti vulnerabili ancora gestiti nel regime di Maggior Tutela. La variazione segna un forte cambio di passo rispetto all’aggiornamento del trimestre precedente, quando il ritocco al rialzo era stato contenuto al 4,6%.

A guidare questa impennata è quasi esclusivamente la dinamica dei costi di acquisto dell’energia all’ingrosso. Le tensioni geopolitiche internazionali continuano a generare forte instabilità sui mercati delle materie prime, spingendo verso l’alto le quotazioni del gas naturale, al quale le tariffe dell’elettricità restano direttamente legate. Su questo quadro pesa anche il conguaglio del terzo trimestre appena concluso, durante il quale i prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso sono risultati superiori rispetto alle proiezioni effettuate a inizio estate.

L’unica voce in flessione riguarda i costi di dispacciamento e il mercato della capacità, che registrano una lieve contrazione del -2,2%. Come evidenziato dall’Autorità, il calo è favorito dal minor stress strutturale della rete elettrica nei mesi autunnali rispetto ai picchi di carico tipici dei mesi estivi o invernali.

L’impatto economico e la scomposizione del prezzo

Per il cliente tipo vulnerabile — definito da consumi annui di 2.000 kWh e una potenza impegnata di 3 kW — la spesa totale stimata per l’intero anno solare 2026 si attesta a 665,38 euro. L’importo segna una crescita del 9,3% rispetto ai 608,72 euro registrati nel 2025.

La struttura della tariffa dal 1° ottobre

Con il nuovo aggiornamento, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente vulnerabile sale a 43,43 centesimi di euro per kilowattora (imposte incluse), contro i 31,63 centesimi del trimestre precedente. Il dettaglio delle singole componenti tariffarie mostra la seguente ripartizione:

  • Spesa per la materia energia: pari a 27,64 centesimi di euro/kWh, incide per il 63,7% sul totale della bolletta. I soli costi di approvvigionamento crescono del 63,4% rispetto al terzo trimestre.

  • Commercializzazione al dettaglio: quota fissa bloccata a 2,11 centesimi/kWh, pari al 4,9% del totale.

  • Trasporto e gestione del contatore: invariata a 6,18 centesimi di euro/kWh (14,2% del totale).

  • Oneri generali di sistema: stabili a 3,32 centesimi di euro/kWh (7,6% del totale).

  • Imposte e accise: salgono a 4,18 centesimi di euro/kWh (9,6% del totale), registrando un incremento del 34,6% su base trimestrale.

Chi ha diritto alla Maggior Tutela

La categoria dei clienti vulnerabili comprende precise fasce di popolazione definite per legge: gli utenti di età superiore ai 75 anni, i percettori di bonus sociale per disagio economico, i soggetti con disabilità riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/92, i residenti in moduli abitativi di emergenza o in isole minori non interconnesse, e le persone che necessitano di apparecchiature elettromedicali salva-vita.

L’allarme delle associazioni dei consumatori

Il provvedimento ha scatenato immediate reazioni da parte delle organizzazioni a tutela dei cittadini. Il Codacons evidenzia come l’incremento porti la spesa media annua proiettata per la luce a 868,6 euro per utente vulnerabile nell’ipotesi di prezzi costanti, con un aggravio di 236 euro su base annua. Sommando una stima di 1.581 euro per le forniture di gas, il costo totale dell’energia per una famiglia fragile toccherebbe i 2.449,6 euro complessivi.

Un’analisi condivisa anche dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che definisce la tariffa “il quarto prezzo più alto di sempre”, paventando forti ripercussioni sul potere d’acquisto dei nuclei familiari in vista delle scadenze autunnali. Adusbef esprime forte preoccupazione per la coincidenza tra il rialzo elettrico e l’imminente avvio della stagione termica il 15 ottobre nelle principali città della fascia climatica padana e settentrionale (tra cui Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo e Trieste), sollecitando interventi di contenimento da parte delle istituzioni.

Infine, Assoutenti sottolinea la situazione paradossale in cui si trovano oggi i soggetti fragili, esposti a tariffe della Maggior Tutela superiori a quelle del Servizio a tutele graduali e a diverse offerte del mercato libero, paventando una fuga in massa dei clienti vulnerabili verso operatori privati alla ricerca di tariffe più sostenibili.