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Caro carburanti, la protesta non si ferma: gli agricoltori puntano alla Cittadella di Catanzaro

Il fermo del presidio a Davoli non segna la fine della protesta che sta interessando diverse aree della Calabria. In vari punti del territorio regionale rimangono infatti operativi i presidi organizzati per contestare il continuo rincaro dei prezzi dei carburanti, con una serie di nuove iniziative già ripartite e pianificate per le prossime ore.

I presidi strategici nel Cosentino e nel Vibonese

Un importante snodo della protesta nel Cosentino rimane attivo lungo la Strada Statale 283, nel territorio comunale di San Marco Argentano. L’area si conferma uno dei centri nevralgici della mobilitazione del comparto agricolo sul suolo regionale.

Movimenti analoghi si registrano nel Vibonese. A Pizzo, dove le tappe della protesta sono state avviate nei giorni scorsi, i manifestanti hanno programmato lo spostamento del presidio verso Vibo Marina. Nonostante la riorganizzazione logistica e il cambio di modalità, al centro delle rivendicazioni resta ferma la pressione esercitata dal costo del gasolio sui bilanci delle aziende agricole.

Il fronte si allarga: appuntamento alla sede della Regione

L’evoluzione della protesta vede uno snodo fondamentale davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. La sede della Regione Calabria diventa il punto di convergenza del disappunto di diverse categorie economiche.

Alla mobilitazione degli agricoltori si affiancano anche gli autotrasportatori di Fedralog e gli operatori del centro agroalimentare Comalca di Catanzaro. L’ingresso di nuovi settori produttivi amplia la platea della contestazione, spostando il confronto direttamente sul piano delle istituzioni regionali.

L’attenzione resta concentrata sugli sviluppi dell’iniziativa a Catanzaro, sia per quanto riguarda l’interlocuzione politica, sia per le possibili ripercussioni sulla viabilità e sulle attività ordinarie dell’area.