La Regione Calabria ha preso la decisione di non impugnare dinanzi al Consiglio di Stato la sentenza del Tar di Catanzaro concernente il Parco eolico San Vito. Il pronunciamento dei giudici amministrativi aveva sbloccato l’iter per l’impianto previsto nel territorio comunale di San Vito sullo Ionio, annullando il precedente provvedimento regionale di decadenza dell’autorizzazione.
La scelta della Cittadella di rinunciare al ricorso tramite l’avvocatura è emersa durante un confronto tra il Dipartimento regionale competente e le rappresentanze di Movimento terra e libertà Calabria, Italia Nostra Soverato e Kalabria Trekking.
Le caratteristiche del progetto e l’iter giudiziario
L’infrastruttura approvata prevede la collocazione di 14 aerogeneratori con un’altezza pari a 140 metri, per una capacità complessiva stimata in 50 MW. Il piano originario, la cui prima formulazione risale al 2006, prefigurava l’installazione di 25 torri di dimensioni inferiori. Successivamente, la variante introdotta nel 2022 ha ridotto il numero totale dei generatori, incrementandone tuttavia le dimensioni strutturali e mantenendo inalterata la potenza energetica complessiva. Nel 2024 il Dipartimento Sviluppo economico ed attrattori culturali aveva stabilito la decadenza del Provvedimento autorizzatorio unico, determinando la reazione legale della società Parco eolico San Vito Srl, sfociata nella sentenza favorevole del tribunale amministrativo.
L’impatto sul cammino escursionistico e le reazioni
L’esito della vicenda legale incide direttamente sul tracciato del Kalabria coast to coast, il percorso escursionistico lungo 55 chilometri che collega Soverato a Pizzo. La presenza delle infrastrutture lungo la direttrice pone interrogativi sulla tutela del paesaggio e sulla tenuta delle attività economiche locali cresciute attorno al flusso dei visitatori.
In vista della data del 9 ottobre, le sigle ambientaliste e l’associazione Kalabria Trekking Aps hanno richiamato l’attenzione sulle prospettive di sviluppo dell’area: «Che idea di territorio vogliamo costruire? Da una parte promuoviamo il turismo lento, i cammini, il paesaggio, la natura e quell’autenticità che porta ogni anno camminatori e visitatori a scoprire le nostre montagne. Dall’altra, nello stesso territorio, si autorizza un intervento che può modificare profondamente paesaggio, fruibilità del percorso e attività economiche legate al cammino. Il punto non è essere contro le energie rinnovabili. Il punto è chiedersi dove, come e con quale visione vengono realizzati questi interventi. Perché un territorio non è soltanto uno spazio disponibile. È paesaggio. È economia. È identità. È comunità. È futuro». La mobilitazione programmata presso la sede della Regione intende riaprire la discussione sulle priorità di tutela del patrimonio naturale calabrese.



