Un ritirata strategica per evitare la conta alle urne o un ripensamento dettato dal buon senso? La repentina decisione della maggioranza di centrodestra alla Cittadella Regionale di depositare una proposta di legge per abrogare l’istituzione dei Sottosegretari – e la conseguente cancellazione del referendum abrogativo previsto per autunno – scuote il panorama politico calabrese.
Se la Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto motiva il passo indietro con la volontà di risparmiare i 7 milioni di euro previsti per la consultazione referendaria e destinarli alle emergenze del territorio, dalle opposizioni il giudizio è unanime e impietoso: si tratta di una fuga dinanzi all’imminente giudizio dei cittadini.
Madeo (PD): «Fuga dalla Cittadella per evitare la sconfitta»
Per la consigliera regionale del PD, Rosellina Madeo, la manovra rappresenta una chiara ed evidente operazione di neutralizzazione politica.
«Siamo di fronte a un provvedimento di buon senso che arriva però solo per la paura del confronto democratico e dello stato di esasperazione dei calabresi – dichiara Madeo –. Si è inserita la retromarcia a un millimetro dal baratro. Fino ad oggi, anziché pensare ai cittadini afflitti dal caro carburanti che mette in ginocchio agricoltori, autotrasportatori e famiglie, hanno pensato solo a poltrone, riposizionamenti interni e ambizioni parlamentari».
Secondo la consigliera dem, l’annullamento della legge costituisce una vera e propria «fuga dalla realtà e dalla Cittadella» da parte di chi starebbe già guardando ad altri lidi romani, rassicurando però che l’opposizione è «pronta a governare e a offrire risposte concrete».
Scutellà (M5S): «Occhiuto teme l’esito delle urne per le sue ambizioni nazionali»
Sulla stessa linea d’onda la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, che individua nel rischio di un fallimento politico il motivo principale della mossa del governatore.
«La paura di prendere una sonora batosta politica, che potrebbe frenare la sua corsa verso la segreteria nazionale di Forza Italia, ha indotto Roberto Occhiuto a fare finalmente un passo indietro sui sottosegretari – afferma Scutellà –. Il referendum si sarebbe trasformato in un vero e proprio avviso di sfratto per questo centrodestra. I calabresi, affogati da una crisi economica che il Governo centrale non sembra in grado di contrastare, difficilmente avrebbero acconsentito a un ulteriore aumento dei costi della politica».
La rappresentante pentastellata solleva inoltre dubbi sulle spese sostenute dalla Regione nei recenti contenziosi legali: «Occhiuto dovrebbe spiegare perché, nonostante ben tre pronunce univoche, ha continuato a far spendere quattrini ai calabresi in improbabili ricorsi fino al Consiglio di Stato. Come opposizione accogliamo con soddisfazione una vittoria politica condotta con pervicacia e in maniera unitaria».
Attesa per l’iter d’aula
L’opposizione chiarisce che la guardia rimarrà alta: la proposta di legge abrogativa richiederà infatti una doppia lettura in Consiglio Regionale per essere definitivamente approvata. Il timore espresso dalle forze di minoranza è che la maggioranza possa tentare di prendere tempo in attesa degli sviluppi del pronunciamento del Consiglio di Stato.
Nel frattempo, i 7 milioni di euro liberati dall’annullamento del referendum torneranno a disposizione del bilancio regionale, rappresentando — almeno su questo punto — un esito su cui anche le forze di minoranza rivendicano il merito politico della battaglia.



