Le coste della Calabria tornano a essere punto di approdo con l’arrivo della nave umanitaria Oyvon, giunta al porto di Reggio Calabria alle 21:30 di ieri sera. L’imbarcazione di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere ha condotto a terra ventisette persone, di cui venticinque uomini — compresi sette minori stranieri non accompagnati — e due donne, provenienti prevalentemente da Etiopia, Eritrea, Senegal e Mali.
Dopo le fasi iniziali di identificazione svolte dalla polizia prima della partenza, i migranti sono stati trasferiti nell’hotspot della banchina di ponente. L’accoglienza, coordinata dalla Prefettura di Reggio Calabria all’interno di un dispositivo straordinario, vede impegnati la Croce Rossa, le forze dell’ordine, i mediatori culturali e i volontari della Caritas per garantire assistenza immediata al riparo dal freddo.
La Oyvon, un ex nave ambulanza di 20 metri con due ponti e un gommone veloce di soccorso con base a Licata, è attiva dal novembre 2025 e deve il suo nome al termine norvegese che significa “speranza per l’isola”. L’imbarcazione rappresenta il nuovo assetto operativo con cui la Ong ha ripreso le attività in mare, subentrando alla Geo Barents che era stata impiegata fino al blocco amministrativo del dicembre 2024 per contestazioni legate alle norme di sicurezza.



