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Transizione emergenza-urgenza in Calabria, Fp Cgil: “Confermate tutte le criticità”

L’incontro tra Azienda Zero e le organizzazioni sindacali sullo stato di avanzamento della transizione e del passaggio di funzioni del sistema di Emergenza-Urgenza 118 non ha sciolto i nodi sospesi. La discussione ha cristallizzato le perplessità già espresse dalla Fp Cgil Calabria, evidenziando le difficoltà gestionali dell’intero processo.

Il Segretario Generale Ferdinando Bruno Schipano ha sottolineato come le riserve avanzate dall’organizzazione abbiano trovato riscontro nei fatti. “Alla prova dei fatti, le riserve espresse dalla nostra organizzazione non soltanto mantengono intatta la loro validità, ma trovano un puntuale e clamoroso riscontro nelle dinamiche in atto”, afferma Schipano. “Quelle stesse sigle che a suo tempo avevano affrettatamente sottoscritto l’accordo, ignorando i nostri appelli e mostrando un atteggiamento d’intesa, si trovano oggi costrette a fare marcia indietro e a rilevare, con evidente imbarazzo, gli stessi identici nodi critici e le medesime perplessità che la FP CGIL aveva chiaramente denunciato fin dal primo momento. La storia dell’intera vertenza dimostra la bontà e la lungimiranza della nostra scelta: non aver condiviso quell’intesa sbilanciata e priva di tutele ci permette oggi di presentarci al tavolo a testa alta, con la forza di chi aveva previsto con esattezza le debolezze strutturali di un processo che ora anche gli altri firmatari riconoscono come profundamente problematico”.

Incertezza per i lavoratori e nodi sul personale

Tra le principali criticità emerse figura la gestione delle tempistiche e della ricollocazione degli operatori. Se il completamento dell’iter per il passaggio del personale del 118 verso Azienda Zero è previsto per il mese di dicembre, mancano invece garanzie per chi ha deciso di non aderire al transito.

I lavoratori che hanno scelto di rimanere nelle aziende di appartenenza si trovano in una situazione di blocco operativo. Schipano evidenzia un paradosso istituzionale “in cui si trattiene ed emargina personale con pluriennale esperienza sul campo, mentre contestualmente si ricorre a reclutamenti a tempo determinato per le Case di Comunità e la sanità territoriale”. Un’ulteriore incertezza riguarda il futuro degli autisti soccorritori contrari al passaggio, per i quali non sono state fornite indicazioni chiare sul reintegro negli organici delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere d’origine. L’elevata percentuale di adesioni mancate rappresenta un segnale politico rilevante sulla tenuta complessiva del progetto.

Tenuta finanziaria, formazione e relazioni sindacali

Sul piano economico, i ritardi amministrativi destano forte preoccupazione per la tutela delle retribuzioni. Azienda Zero risulta attualmente priva di un bilancio proprio e dell’assetto necessario alla costituzione dei fondi contrattuali, con il rischio di ritardare l’erogazione del salario accessorio.

Per quanto riguarda l’attività formativa, l’azienda ha espresso la volontà di potenziare i percorsi dedicati al personale nella sede di Lamezia Terme, aprendoli anche agli operatori dei Pronto Soccorso e ai soggetti non dipendenti del 118. La sorveglianza sanitaria resta in capo ad Azienda Zero con il supporto delle Asp e delle Aziende Ospedaliere, mentre la struttura della rappresentanza sindacale appare ancora in fase di definizione.

La Fp Cgil ribadisce la volontà di mantenere un presidio costante per esigere certezze sui tempi di ricollocazione dei dipendenti e sulle garanzie salariali, confermando le proprie riserve sull’accordo sottoscritto dalle altre sigle.