L’Aula della Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo alla riforma della legge elettorale. L’esito della votazione, avvenuta a scrutinio segreto, si è concluso con 227 voti favorevoli e 164 contrari, segnando il passaggio conclusivo dell’iter parlamentare.
L’approvazione del testo è stata accompagnata dalle dure proteste delle forze di minoranza. Al momento della proclamazione ufficiale, i deputati dell’opposizione hanno messo in atto un’azione dimostrativa all’interno dell’emiciclo, esponendo cartelli di condanna recanti slogan come “Legge truffa” e “Con Meloni gasolio a 3 euro”.
La reazione del Governo: “Risposta coi fatti a chi ci voleva divisi”
Soddisfatta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sui propri canali social ha rivendicato la coesione della maggioranza: “E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”.
Entrando nel merito del provvedimento, la Premier ha evidenziato le principali novità introdotte dalla nuova normativa: “Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta”. Secondo la presidente del Consiglio, la riforma garantirà governi più stabili e una maggiore partecipazione democratica, elementi indispensabili per dare continuità e risposte concrete al Paese.
L’affondo delle opposizioni: da Conte a Schlein
Di segno opposto le valutazioni dei leader di minoranza, che hanno attaccato l’impianto della legge sia nel metodo che nel merito.
Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato con durezza l’operato della maggioranza: “Avete il pallino per la capocrazia, c’est una sottile nostalgia del ventennio”.
Critica anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha accusato la maggioranza di aver approvato la legge per meri calcoli di tenuta politica ed elettorale: “Avete paura di perdere. Prima le poltrone, è il vostro vero slogan”.



