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Calabria ultima in Italia per spesa delle famiglie: nel 2025 appena 2.042 euro al mese

Il report dell’Istat sulla spesa media mensile delle famiglie descrive una spaccatura economica marcata lungo la penisola. Nel corso del 2025, la Calabria si conferma tra i territori con le disponibilità di spesa più ridotte d’Italia. Con una spesa media mensile di 2.042 euro per nucleo familiare, la regione si posiziona sul fondo della graduatoria nazionale insieme alla Puglia, che registra 1.975 euro. I dati evidenziano una distanza significativa dai livelli del Trentino-Alto Adige, primo in classifica con 3.444 euro, e delle altre aree del Settentrione.

La differenza territoriale emerge nitidamente considerando la spesa non alimentare nel Mezzogiorno, che scende a un minimo di 1.652 euro mensili rispetto ai 2.533 euro rilevati nel Nord-est.

Le rinunce sui consumi e l’impatto sui bilanci familiari

La contrazione delle risorse disponibili incide direttamente sulle decisioni quotidiane dei cittadini. Nel Mezzogiorno, il 52,1% dei nuclei familiari dichiara di aver ridotto gli acquisti destinati ad abbigliamento e calzature, una quota superiore alla media nazionale.

Sul fronte dei costi fissi, la voce relativa ad abitazione e utenze comprensive di acqua, luce e gas fa registrare nel Sud un incremento del +3,6%.

Il quadro generale nazionale tra inflazione e rincari alimentari

Su scala nazionale si rileva una sostanziale stabilità della spesa media mensile, pari a 2.782 euro rispetto ai 2.755 euro dell’anno precedente. L’andamento risente di una dinamica inflazionistica moderata, attestata al +1,6%. La maggioranza delle famiglie presenta comunque consumi inferiori al dato medio, con un valore mediano fisso a 2.338 euro.

L’unica voce di spesa in aumento a livello generale riguarda il comparto degli alimentari e delle bevande analcoliche, con un incremento del +3,6%. La crescita è trainata dagli aumenti di prezzo di beni diffusi come il caffè (+14,6%), l’acqua (+8,3%) e il pesce (+7,8%).