I disagi legati al maltempo dello scorso 10 ottobre, con impianti di potabilizzazione fermi nelle province di Cosenza e Catanzaro insieme ai blackout nel Reggino, riportano al centro del dibattito la gestione delle risorse idriche in Calabria. La situazione attuale evidenzia criticità strutturali nell’erogazione del servizio integrato sul territorio regionale.
Sulla questione è intervenuto Francesco De Cicco, consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti: «L’ennesima giornata di disagi legata al maltempo dello scorso 10 ottobre, con impianti di potabilizzazione fermi nel Cosentino e nel Catanzarese e blackout nel Reggino, è la conferma plastica di un dato non più rinviabile: il sistema idrico calabrese così com’è gestito non funziona. La logica dei tamponamenti e delle continue emergenze ha fallito e a farne le spese sono esclusivamente i cittadini».
La critica alla gestione centralizzata e l’ipotesi del Consorzio Valle Crati
Nel merito dell’assetto organizzativo, il capogruppo di DPM ha sottolineato la necessità di rivedere le competenze tra gli enti coinvolti nel settore idrico: «Se Arrical rappresenta l’ente di governo del sistema che può tracciare le linee guida, è oramai evidente che Sorical non ha la struttura idonea, né tecnica né organizzativa, per farsi carico dell’intero bacino regionale. La percezione dei calabresi nei confronti di Sorical è quella di un soggetto distante, un muro burocratico che ha provocato un netto distacco dai territori. L’ingresso di Sorical nei Comuni non ha portato i miglioramenti promessi, ma spesso soltanto bollette più salate a fronte di un servizio che rimane precario e privo di continuità nei momenti di criticità».
Per superare la centralizzazione del servizio, viene richiamato l’esempio operativo offerto da altre realtà locali: «Non si tratta di fare uno spot a nessuno, ma di guardare pragmaticamente a ciò che funziona. L’esperienza del Consorzio Valle Crati, ad esempio sul fronte della depurazione e della gestione degli impianti fognari, dimostra come la vicinanza al territorio e il rapporto diretto con l’utenza consentano di mantenere alti gli standard qualitativi e contenuti i costi. Perché non provare a sperimentare questa strada anche per il servizio idrico integrato, partendo dalle emergenze e dalle infrastrutture strategiche ferme?»
Il nodo dell’impianto di Piano Lago e le prospettive future
Al centro delle richieste avanzate in sede regionale figura il completamento e l’entrata in funzione di una specifica opera idrica: «È da un anno, con atti istituzionali e interrogazioni consiliari, che chiedo risposte chiare sullo stato d’avanzamento, sulla funzionalità e sui tempi di attivazione dell’impianto di Piano Lago. È un’infrastruttura fondamentale che potrebbe dare risposte concrete e immediate alla crisi idrica del territorio, ma che continua a rimanere un’obra incompiuta o sottoutilizzata. Il progetto pilota potenziale non deve rimanere sulla carta: si potrebbe partire sin da subito affidando al Consorzio Valle Crati la gestione del potabilizzatore di Piano Lago. Sarebbe il banco di prova ideale per testare sul campo un modello operativo d’eccellenza, capace di garantire continuità, manutenzione tempestiva ed efficienza reale».
La proposta complessiva, sostenuta anche dal presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata, delinea una tempistica definita per la riorganizzazione del servizio. Il piano prevede l’individuazione delle criticità entro 30 giorni, la predisposizione di un programma operativo entro 60 giorni e le prime fasi sperimentali entro 90 giorni. L’iniziativa punta al coinvolgimento di Regione Calabria, Arrical, Sorical e Protezione Civile, avvalendosi del supporto di partner tecnologici quali Kratos e Acea.
«Un modello di governance di prossimità è un tentativo doveroso che la Regione e Arrical devono prendere in considerazione per superare un’inefficienza cronica. I cittadini calabresi non chiedono miracoli, ma un gestore presente, ‘amico’ del territorio e capace di garantire l’acqua nelle case anche quando piove. Sbloccare il potabilizzatore di Piano Lago e affidarlo a una struttura efficiente e vicina alle comunità è il primo passo concreto per dimostrare che le cose in Calabria possono finalmente cambiare», ha concluso Francesco De Cicco.



