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Caro carburanti e prezzi alle stelle: la protesta dei trattori blocca lo svincolo A2 di Falerna

La protesta contro l’aumento del costo della vita e il rincaro dei carburanti continua a estendersi in territorio calabrese. Nelle prime ore del mattino, diversi mezzi agricoli si sono radunati nei pressi dello svincolo di Falerna dell’autostrada A2 del Mediterraneo, occupando lo spazio adibito alla sosta a partire dalle 6:00. Le forze dell’ordine sono intervenute per garantire il presidio della zona, mentre sul piano della viabilità si registrano rallentamenti e lievi disagi alla circolazione locale.

L’iniziativa nasce su impulso del Movimento Territorio e Agricoltura, presieduto da Matteo Talarico, con l’intento di coinvolgere soggetti esterni al comparto primario, richiamando l’adesione di autotrasportatori, lavoratori dipendenti, cittadini ed esercenti. Il motto scelto per guidare le azioni sul campo, “La Calabria che produce non molla”, intende rappresentare lo stato di sofferenza economica subito dal comparto produttivo regionale, ponendosi come canale di interlocuzione verso le istituzioni per la richiesta di interventi tempestivi.

Rincari energetici e costi di gestione mettono a rischio la tenuta delle imprese

Alla base delle rimostranze figurano gli incrementi sui prezzi dei carburanti, l’innalzamento delle fatture energetiche e le spese operative generali sostenute per la gestione aziendale. L’attuale livello dei prezzi ha alterato il rapporto tra i costi di produzione e i ricavi effettivi, riducendo i margini per le attività commerciali e agricole.

Secondo quanto evidenziato dai promotori della protesta, questa disparità economica rischia di pregiudicare la continuità operativa di molte realtà territoriali e di riflettersi sul potere d’acquisto dei nuclei familiari. Per questa ragione, la mobilitazione mira a raccogliere il sostegno di differenti categorie lavorative per sollecitare l’adozione di adeguate contromisure a tutela dell’economia locale.

Calendario dei prossimi blocchi e manifestazioni sul territorio nazionale

L’azione di protesta prevede una programmazione strutturata in diverse fasi. A partire da venerdì 16 ottobre, il Comitato promotore del Movimento Popolare Nazionale ha disposto l’allestimento di quattro presidi permanenti dislocati in aree nevralgiche della regione.

I punti strategici scelti per i presidi fissi sono:

  1. Il porto infrastrutturale di Gioia Tauro

  2. L’area adiacente all’aeroporto di Lamezia Terme

  3. La rotonda viaria dello Scalo di San Marco Argentano

  4. La zona dei depositi petroliferi e di carburante di Vibo Marina

Un ulteriore incremento delle attività operative è previsto a partire dal 21 ottobre, data in cui è programmato l’avvio di un’azione congiunta in sinergia con la categoria degli autotrasportatori. La definizione del piano d’azione e le relative specifiche verranno stabilite durante appositi incontri tecnici a livello territoriale. L’articolazione delle iniziative si concluderà con un appuntamento a carattere nazionale: dopo la mobilitazione svoltasi a Cosenza, per il 27 ottobre è stata indetta una manifestazione nella città di Roma.