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Ciclone Harry e Fondo Ue: in arrivo 75 milioni per il Sud. Tridico: «Risorse decisive anche per la Calabria»

Mercoledì 21 ottobre si terrà un passaggio cruciale al Parlamento europeo per le comunità e i territori del Mezzogiorno colpiti dalle mareggiate e dal maltempo dei mesi scorsi. Durante la sessione plenaria di Strasburgo, l’Eurocamera sarà chiamata a votare in via definitiva la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) per far fronte ai devastanti danni causati dal ciclone Harry tra il 18 e il 21 gennaio.

All’Italia è destinato uno stanziamento complessivo di 74.884.983 euro. Risorse che andranno a coprire i costi per le operazioni di emergenza, il ripristino delle infrastrutture e la messa in sicurezza dei territori colpiti in tre regioni chiave: Calabria, Sicilia e Sardegna.

L’iter e l’impatto sul territorio calabrese

L’ammontare dei danni diretti provocati dalla furia del ciclone nelle tre regioni è stato stimato dalle autorità italiane in quasi 3 miliardi di euro (2.995 milioni), una cifra pari al 3,256% del PIL ponderato dei territori coinvolti — oltre il doppio della soglia dell’1,5% necessaria per attivare le risorse comunitarie.

In Calabria, i centri della costa ionica e tirrenica hanno pagato un prezzo altissimo in termini di erosione costiera, danni ai lungomare, alle attività commerciali e alle reti viarie. L’approvazione del pacchetto europeo rappresenta quindi una boccata d’ossigeno fondamentale per la ricostruzione e per sostenere i Comuni ancora alle prese con i ripristini post-emergenza.

Tridico: «Iniziativa giunta al voto, ora massima trasparenza sui tempi»

L’eurodeputato calabrese Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha ripercorso le tappe che hanno portato all’appuntamento di Strasburgo:

«Con il collega Giuseppe Antoci già lo stesso 21 gennaio abbiamo chiesto alla Commissione europea, alla presidente von der Leyen e al commissario Fitto, di attivare il Fondo di solidarietà e sollecitato i due presidenti di Regione, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, ad agire velocemente. Quella nostra iniziativa adesso è giunta al voto finale.»

Tridico ha anche ricordato la serrata cronologia del dossier: dopo la prima risposta della Commissione del 12 marzo — che ricordava il termine perentorio di 12 settimane per l’istanza —, la domanda italiana è stata inoltrata il 10 aprile, a soli due giorni dalla scadenza della finestra temporale. A differenza di Spagna e Portogallo, l’Italia non ha richiesto anticipi, motivo per cui l’intera cifra di circa 75 milioni verrà erogata in un’unica soluzione a iter concluso.

Focus sul riparto regionale

Ottenuta la validazione del Parlamento europeo, palla al governo centrale per la distribuzione delle risorse. Per la Calabria sarà determinante la quota parte spettante per la riparazione dei danni alle infrastrutture pubbliche e alla costa.

«L’Ue assegnerà le risorse all’Italia, che dovrà ripartirle tra le tre regioni», ha sottolineato Tridico. «Chiederò al governo di rendere pubblici i criteri e i tempi della distribuzione, perché ogni euro arrivi effettivamente in quei luoghi dove i danni sono stati subiti. Continueremo a seguire il dossier a Bruxelles fino all’ultimo versamento.»