Il Direttivo Politico di DPM esprime piena e convinta adesione alle circostanziate perplessità sollevate dal Comitato per la Difesa dell’Annunziata, condividendone l’allarme. Il progetto attuale, anziché offrire risposte concrete e immediate ai bisogni di salute della comunità urbana ed extraurbana di Cosenza, rischia di tradursi in una pericolosa paralisi procedurale e assistenziale.
Quella che finora poteva apparire come una semplice scelta di indirizzo amministrativo assume oggi i contorni di un’incomprensibile accelerazione, caratterizzata da decisioni assunte senza una reale concertazione, tempi compressi e procedure avviate a tappe forzate che sottraggono ai cittadini e alle rappresentanze territoriali ogni spazio di dibattito pubblico. In questo quadro, l’indizione della gara d’appalto tramite la Determina n. 71 della Regione Calabria presenta vistosi elementi di illegittimità sotto il profilo contabile e procedurale, riconducibili a tre precise criticità.
In primo luogo, le somme originariamente stanziate dall’INAIL, pari a 350 milioni di euro, risultano normativamente allocate e vincolate alla realizzazione del nuovo Hub nel territorio della città di Cosenza, e il mero trasferimento d’ufficio della localizzazione nel Comune di Rende rischia di privare la procedura dell’indispensabile quadro autorizzativo, creando serio imbarazzo sia per la città di Rende sia per quella di Cosenza. Inoltre, la copertura finanziaria degli ulteriori 200 milioni di euro preventivati richiede un’apposita delega governativa ancora da emanare, ovvero un DPCM di integrazione degli investimenti INAIL ad oggi inesistente; bandire la gara in assenza di questo atto integrativo vincolante espone l’intera procedura al rischio di nullità o di blocco amministrativo per carenza di risorse disponibili. Infine, procedere con la gara mentre pende il giudizio dinanzi al TAR Calabria — la cui udienza di merito sulla legittimità degli atti di delocalizzazione è fissata per il prossimo 15 dicembre — costituisce una grave imprudenza istituzionale che rischia di generare contenziosi e risarcimenti enormi a carico delle casse pubbliche.
Per DPM questo modo di procedere è inaccettabile, poiché non è tollerabile che una decisione strategica per il diritto alla salute di centinaia di migliaia di cittadini venga calata dall’alto senza trasparenza finanziaria né validazione giuridica. Per questo DPM — e in primo luogo il Segretario Francesco De Cicco, che in Consiglio Regionale ha fatto della difesa dell’assistenza sanitaria una priorità assoluta — ribadisce la propria posizione storica: la salvaguardia dell’Ospedale Annunziata nel suo storico insediamento, con le risorse necessarie per renderlo sempre all’avanguardia nell’assistenza e nella cura dei cittadini dell’intera provincia. L’Annunziata non deve essere ridimensionata né svuotata delle sue funzioni apicali. Al contempo, DPM non si è mai opposta alla nascita e allo sviluppo del Policlinico Universitario di Arcavacata di Rende, ritenendolo anzi una risorsa fondamentale per la didattica, la ricerca e l’integrazione assistenziale.
Un Ospedale Hub di II livello, tuttavia, non si improvvisa con una determina regionale, ma si costruisce attraverso una programmazione reale di posti letto, discipline mediche, personale e risorse certe. Per questo DPM fa propria e rilancia la proposta equilibrata presentata dal Comitato per la Difesa dell’Annunziata (CDA), che prevede quattro punti fondamentali: il mantenimento e la valorizzazione di 400 posti letto presso il Presidio “Annunziata” di Cosenza, la destinazione di altri 400 posti letto al nuovo Policlinico Universitario di Arcavacata di Rende, il potenziamento strategico dei presidi di Mariano Santo e Rogliano per un totale complessivo di 545 posti letto di rete, e l’attivazione di discipline ad alta specializzazione finora assenti o carenti sul territorio — dalla Terapia Intensiva per Grandi Ustionati all’Oncologia Pediatrica, dalla Medicina Iperbarica alla gestione delle Malattie Rare — per restituire all’Azienda Ospedaliera di Cosenza il ruolo guida di Hub provinciale.
Su queste basi, DPM rivolge un appello chiaro e articolato a tutte le istituzioni coinvolte. Chiede al Consiglio Regionale di intervenire, nell’esercizio delle sue competenze di programmazione, per fermare una gara d’appalto priva di adeguate garanzie finanziarie e autorizzative che rischia di bloccare la pur necessaria realizzazione di un Policlinico Universitario a Rende. Sollecita il Sindaco di Cosenza affinché faccia sentire forte la sua voce in difesa del patrimonio sanitario e urbano della città. Invita infine tutte le forze politiche e sociali dell’intera area urbana ad aprire un confronto pubblico e trasparente nell’esclusivo interesse dei cittadini.
Cosenza non può rimanere priva del suo presidio ospedaliero di riferimento. L’Annunziata è una colonna portante della sanità calabrese e va potenziata, non smantellata, e ben può e deve convivere con un Policlinico Universitario a Rende. DPM proseguirà la propria battaglia a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini senza mai farsi trascinare in biechi rapporti di forza campanilistici.



