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Caregiver familiari, via libera alla Camera. Brutto (FdI): “Fino a 400 euro al mese e smart working per chi assiste i fragili”

Un passaggio decisivo per dare dignità e risposte concrete a milioni di italiani che si prendono cura, spesso nell’ombra, dei propri cari disabili o anziani non autosufficienti. È questo il senso dell’approvazione alla Camera del disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, un provvedimento promosso dal Governo Meloni che introduce per la prima volta una disciplina organica del settore.

A commentare positivamente il via libera di Montecitorio è Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, che sottolinea l’importanza di trasformare l’assistenza familiare da questione privata a pilastro delle politiche pubbliche.

Le novità principali: contributo economico e lavoro agile

La nuova legge quadro introduce una classificazione dei caregiver in quattro profili, definiti in base alla convivenza e al numero di ore dedicate all’assistenza, così da calibrare le tutele sul reale carico di cura sostenuto.

Tra i punti qualificanti della misura figurano:

  • Sostegno economico dal 2027: Previsto un contributo mensile fino a un massimo di 400 euro (erogato con cadenza trimestrale) per i caregiver prevalenti — ovvero chi dedica almeno 91 ore settimanali all’assistenza — a patto di avere un ISEE non superiore ai 25.000 euro.

  • Conciliazione lavoro-famiglia: Maggiori tutele per i lavoratori-assistenti attraverso forme di lavoro flessibile e l’accesso prioritario allo smart working, ove compatibile.

  • Crediti formativi e competenze: Riconoscimento delle competenze acquisite sul campo e agevolazioni per gli studenti universitari che svolgono attività di assistenza.

  • Integrazione nei piani di cura: I caregiver saranno direttamente coinvolti nei processi di valutazione e pianificazione, dal Progetto di Vita per le persone con disabilità al Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) per gli anziani.

  • «Chi assiste un familiare conosce bisogni e difficoltà quotidiane: la sua partecipazione deve essere valorizzata e integrata nel lavoro dei servizi sanitari e sociali», ha affermato Angelo Brutto.

La sfida dell’attuazione in Calabria

Per il presidente della Commissione Sanità regionale, la nuova normativa nazionale rappresenta un’occasione fondamentale anche per rafforzare la rete dei servizi in Calabria, in particolare nelle aree più interne e con minore accesso alle prestazioni sociosanitarie.

«La Calabria deve cogliere questa opportunità, lavorando per integrare sempre meglio l’assistenza sanitaria, i servizi sociali e il sostegno domiciliare», ha concluso Brutto, evidenziando che l’obiettivo prioritario resta quello di garantire la concreta applicazione delle tutele sui territori. «Prendersi cura di un proprio caro è un gesto d’amore, ma non può diventare un peso sostenuto esclusivamente dalle famiglie. Riconoscere i caregiver significa riconoscere la dignità della persona e la presenza delle istituzioni».