Le difficoltà nell’approvvigionamento del carburante e le proteste contro il caro energia rischiano di estendere la crisi ben oltre i comparti direttamente coinvolti. A lanciare l’allarme è la Filcams Cgil Calabria, che richiama l’attenzione sulle possibili ripercussioni per le attività commerciali, la distribuzione delle merci e migliaia di lavoratori. Nel documento diffuso dal sindacato si segnalano distributori senza carburante, difficoltà negli spostamenti e possibili problemi negli approvvigionamenti alimentari. Uno scenario che potrebbe mettere in difficoltà il funzionamento di una parte significativa dell’economia regionale.
“Siamo a un passo da una crisi che potrebbe fermare il commercio, la distribuzione e migliaia di lavoratori”, avverte l’organizzazione sindacale. La Filcams Cgil Calabria sollecita quindi il presidente Roberto Occhiuto a convocare un tavolo dedicato all’emergenza occupazionale e salariale, affinché le conseguenze della crisi energetica vengano affrontate in modo coordinato. Secondo il sindacato, la risposta regionale si sarebbe concentrata inizialmente sul comparto agricolo, senza considerare in misura sufficiente gli effetti che le difficoltà legate ai carburanti possono produrre sugli altri settori economici. “Non si governa una crisi di questa portata distribuendo risposte a un settore alla volta, mentre tutti gli altri vengono lasciati soli”, sostiene l’organizzazione, che chiede interventi capaci di tenere insieme le esigenze delle imprese, la continuità delle attività produttive e la tutela dei redditi.
Rischi per terziario, commercio e distribuzione
A preoccupare il sindacato sono soprattutto le possibili ripercussioni sul terziario e sulla distribuzione, comparti nei quali la regolarità delle forniture e la possibilità di raggiungere il luogo di lavoro rappresentano condizioni essenziali per garantire la continuità delle attività. Le lavoratrici e i lavoratori affrontano già il peso dei rincari, che incidono sui bilanci familiari. A questo si aggiunge il rischio di non riuscire a raggiungere il posto di lavoro per la mancanza di carburante o di trovarsi in esercizi commerciali privi delle merci necessarie alla vendita.
La Filcams evidenzia inoltre il pericolo che eventuali interruzioni delle attività si traducano in riduzioni delle ore lavorate, sospensioni e perdite salariali. “Quando le merci non arrivano, il rischio è che a pagare siano ancora una volta i lavoratori”, sottolinea il sindacato, richiamando la necessità di misure che proteggano chi potrebbe essere costretto a fermarsi per circostanze indipendenti dalla propria volontà.
Solidarietà alle proteste e appello alle istituzioni
La Filcams Cgil Calabria esprime comprensione per le ragioni degli agricoltori e degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante ritenuti ormai insostenibili. Allo stesso tempo, avverte che le conseguenze delle proteste non possono tradursi in un ulteriore aggravio per gli altri lavoratori. Il sindacato dichiara la propria solidarietà alla popolazione calabrese e a chi manifesta preoccupazione per il futuro economico e sociale della regione. Tra le priorità indicate ci sono la continuità del reddito per chi dovesse essere costretto a interrompere temporaneamente l’attività e la possibilità di raggiungere regolarmente il posto di lavoro.
La richiesta è rivolta direttamente alle istituzioni regionali, chiamate a gestire l’emergenza considerando l’insieme dei settori coinvolti e le ricadute sulle famiglie. “La Regione si assuma la responsabilità di governare questa emergenza, anziché limitarsi a inseguirla”, afferma la Filcams, secondo cui chi amministra il territorio deve tutelare tutte le persone che vivono del proprio lavoro. Il timore è che le difficoltà legate al carburante e alle forniture possano sommarsi al caro vita, aggravando una situazione economica già complessa. “La Calabria non può permettersi per l’ennesima volta di vivere una crisi nella crisi. Chi lavora non può essere chiamato, ancora una volta, a pagare il conto”, conclude l’organizzazione.



