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Trasporti in Calabria, la protesta della Faisa Cisal: «Da Busitalia zero investimenti e promesse disattese»

Tre anni dopo l’acquisizione del ramo d’azienda della storica società Simet, il bilancio sulla presenza di Busitalia in Calabria viene definito «drammatically negativo» dalla Faisa Cisal. L’ingresso della società appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità di rilancio per il trasporto passeggeri regionale, ha invece mostrato, secondo l’organizzazione sindacale, criticità legate alla contrazione dei collegamenti e all’incertezza sul futuro occupazionale del personale.

La denuncia sulla gestione aziendale e i tagli ai collegamenti

I punti contestati dal sindacato riguardano l’assenza di strategie di sviluppo e la progressiva riduzione dei servizi. «Le promesse iniziali di rilancio industriale, potenziamento dei servizi e incremento dell’occupazione sono state completamente disattese», si legge nella nota diffusa dalla Faisa Cisal.

A segnare un momento cruciale nel ridimensionamento dell’offerta è stata la chiusura, avvenuta il 31 maggio, delle storiche linee di autobus a lunga percorrenza, che per circa ottant’anni avevano garantito le connessioni tra la regione, il resto d’Italia e la Germania. A questo quadro si aggiunge la progressiva riduzione di alcuni servizi ferroviari lungo la fascia jonica, con particolare riferimento alla soppressione dell’unico treno diretto da Sibari a Bolzano, scelta che incide sull’accessibilità di territori già segnati da deficit infrastrutturali.

L’organizzazione evidenzia inoltre come non siano stati realizzati interventi di potenziamento della rete o campagne di promozione commerciale, parlando di un «disimpegno programmato» che avrebbe condotto al calo dell’utenza. Nel documento sindacale non si riportano repliche da parte della società coinvolta.

Le ripercussioni sul personale dell’ex Simet

La preoccupazione principale riguarda la tenuta occupazionale dei lavoratori assorbiti dopo l’operazione. A seguito della soppressione delle linee di lunga percorrenza, al personale verrebbero offerti principalmente impieghi legati ai servizi sostitutivi ferroviari su gomma.

Si tratta, evidenzia il sindacato, di «commesse temporanee e a breve termine che non offrono alcuna prospettiva di stabilità alle famiglie e ai lavoratori coinvolti». L’assenza di un’operatività di linea continuativa rischia così di esporre i dipendenti a una condizione di perenne incertezza.

Il richiamo alle istituzioni e le richieste del sindacato

Di fronte a tale scenario, la Faisa Cisal ha chiamato in causa sia la Regione Calabria sia il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, per sollecitare verifiche sulla destinazione e sull’impiego delle risorse pubbliche assegnate al sistema della mobilità locale.

Le istanze presentate all’indirizzo di Busitalia, Trenitalia e delle istituzioni prevedono la convocazione immediata di un tavolo di confronto, il blocco delle soppressioni dei servizi e la presentazione di un piano industriale trasparente per il territorio regionale, orientato alla tutela dei livelli occupazionali dell’ex Simet e al ripristino dei servizi essenziali.

«Non possiamo accettare che la Calabria continui a essere svuotata di servizi essenziali e che i lavoratori paghino il prezzo di una totale assenza di visione industriale», dichiara la Faisa Cisal.