Un agente della polizia penitenziaria è stato aggredito con diversi pugni al volto da un detenuto all’interno del carcere di Catanzaro nella mattinata di domenica 18 ottobre. A rendere noto l’episodio sono stati Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Secondo la ricostruzione fornita dai rappresentanti sindacali, l’aggressione sarebbe stata messa in atto da un recluso appartenente al circuito di alta sicurezza, il quale avrebbe reagito con violenza perché l’agente non gli avrebbe rivolto un saluto.
La richiesta del Sappe sul regime di sorveglianza particolare
La reazione del sindacato nei confronti dell’episodio è stata immediata. Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone hanno dichiarato: “Riteniamo che questo detenuto vada immediatamente sottoposto al più rigido sistema penitenziario di cui all’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario”. Oltre all’applicazione della sorveglianza particolare, prevista per comportamenti che compromettono l’ordine e la sicurezza negli istituti, i rappresentanti del Sappe hanno sollecitato l’allontanamento del recluso dalla struttura calabrese. Durante e Ciccone hanno ribadito: “Questo ulteriore gesto di violenza è assolutamente intollerabile, ancor più per i motivi che lo avrebbero generato. Oltre all’applicazione dell’articolo 14 bis chiediamo che il detenuto venga immediatamente allontanato da Catanzaro”.
Sovraffollamento e carenza di organico nella struttura
L’episodio ha richiamato l’attenzione sulle condizioni operative dell’istituto penitenziario di Catanzaro. In base ai dati forniti dal Sappe, la struttura ospita oltre 700 detenuti a fronte di una capienza di circa 600 posti, con più di 300 reclusi inseriti nel circuito di alta sicurezza per reati legati alla criminalità mafiosa e al terrorismo. A fronte di questo quadro si registra anche una scopertura nell’organico della polizia penitenziaria: gli agenti in servizio sono circa 380 rispetto alle 470 unità previste, con una carenza pari a circa 90 operativi.
La proposta di reparti dedicati per la gestione della sicurezza
Per far fronte ai problemi legati alle aggressioni e alla tutela del personale, il Sappe ha rilanciato una proposta a carattere generale per il sistema carcerario. Durante e Ciccone hanno affermato: “Auspichiamo che al più presto vengano istituiti reparti dedicati ai detenuti violenti”. La misura indicata punta a individuare spazi e modalità di gestione specifici per le persone recluse che mettono a rischio l’incolumità del personale e la sicurezza negli istituti penitenziari.



