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Lamezia Terme e Reggio Calabria, ridotti i voli Ryanair: a rischio le rotte verso il Nord Europa

Si preannuncia una stagione invernale complessa per i cieli calabresi, con l’impatto diretto dei tagli operati da Ryanair che colpisce in particolare i collegamenti della regione con la Germania. La decisione della compagnia di riorganizzare la propria flotta si traduce nel ridimensionamento dei voli su Lamezia Terme e Reggio Calabria, all’interno di una sforbiciata complessiva che per l’inverno vede oltre 100 collegamenti cancellati in totale tra Calabria, Treviso e la Sardegna, negli scali di Alghero e Olbia.

A rischio i collegamenti diretti con Berlino e Brema

L’effetto delle decisioni del vettore irlandese tocca da vicino i collegamenti del territorio. La chiusura della base di Berlino comporta il taglio dei voli verso Reggio Calabria e influisce sulla rotta per Lamezia Terme.

A questo si aggiunge la prospettiva della chiusura dello scalo di Brema in Germania, prevista per il 27 marzo 2027: un passaggio che porterà alla cancellazione del collegamento diretto con Lamezia Terme, costringendo i passeggeri a ricorrere a itinerari con scalo e coincidenze presso altri hub della rete.

La riduzione della presenza in 13 scali europei entro il 2027

I tagli che interessano la Calabria rientrano in un piano di disimpegno più ampio sul continente. Ryanair ridurrà la propria presenza in 13 scali europei entro il 2027, motivando la scelta con tasse elevate, costi operativi e caro carburante.

L’elenco delle chiusure e delle riduzioni comprende tappe già avviate come Vigo in Spagna a gennaio, seguita a marzo dagli scali di Amman in Giordania, Asturie, Clermont-Ferrand, Ponta Delgada e Terceira nelle Azzorre, fino alla chiusura di Rodez ad agosto. Nel mese di ottobre il disimpegno coinvolge Bodrum e Dalaman in Turchia, Niš in Serbia, oltre a Kalamata e Volos in Grecia, per poi concludersi con lo stop a Brema.

Il nodo dei costi e il braccio di ferro sulle tariffe aeroportuali

Alla base delle scelte di Ryanair c’è la volontà manifestata di riallocare i voli verso basi con tariffe più basse, incentivi più favorevoli o maggiore potenziale di domanda.

Il caso più eclatante riguarda proprio la Germania e l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, dove la compagnia ritirerà sette aerei e dimezzerà la capacità invernale. Il vettore addebita il ridimensionamento all’aumento della tassa sull’aviazione, passata da 7,30 a 15,50 euro per passeggero dal 2019, e alla crescita dei diritti aeroportuali. La ricostruzione è stata tuttavia contestata dalle società di gestione degli scali tedeschi ed europei, che respingono le accuse e difendono la stabilità dei propri listini.