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Incendio al largo di San Lucido: imbarcazione distrutta dalle fiamme, in salvo i due occupanti

Attimi di paura al largo delle coste calabresi, dove un’imbarcazione da diporto è stata completamente distrutta da un incendio. L’episodio si è verificato a circa 11 miglia nautiche dalla costa di San Lucido, in provincia di Cosenza. Il mezzo, con a bordo il proprietario e un amico, era in navigazione verso il porto di Tropea quando, per cause ancora in corso di accertamento, il fuoco si è sviluppato improvvisamente. Nonostante il mare calmo e le condizioni meteomarine favorevoli, le fiamme si sono propagate con estrema rapidità, non lasciando alcuna possibilità di domare l’incendio e rendendo inevitabile l’abbandono del natante. I due occupanti sono riusciti a calare in mare il tender di bordo, utilizzandolo per allontanarsi in sicurezza e attendere l’arrivo dei soccorsi.

L’intervento della Guardia Costiera e l’affondamento

L’allarme è scattato a seguito della chiamata giunta alla sala operativa della Capitaneria di porto di Vibo Valentia tramite il numero di emergenza 1530. A quel punto è stata inviata sul posto la motovedetta CP801 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro. I militari hanno raggiunto i due naufraghi e li hanno scortati fino al porto di San Lucido. Durante le operazioni, diverse segnalazioni sono giunte anche dai cittadini lungo la spiaggia, allarmati dall’imponente colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. L’imbarcazione, rimasta alla deriva e totalmente avvolta dal rogo, si è inabissata nel giro di pochi minuti.

Avviso ai naviganti e monitoraggio dello specchio d’acqua

In seguito all’affondamento, le autorità marittime hanno diramato un avviso ai naviganti per evidenziare il pericolo legato alla presenza di eventuali detriti galleggianti o affioranti nello specchio di mare interessato dall’incidente. La misura si è resa necessaria per tutelare la sicurezza dei mezzi in transito, considerata la pericolosità dei frammenti non visibili a occhio nudo. La Capitaneria di porto di Vibo Valentia e l’Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro mantengono attivo il monitoraggio dell’area nell’ambito delle consuete attività di vigilanza. Le cause dell’innesco restano al momento sconosciute.