Un tesoro di memoria storica, sociologica ed umana rischia di andare perduto per sempre. Si tratta del ricco e prezioso archivio fotografico di Franco Muià, custode visivo della vita e delle tradizioni di Badolato borgo. Nato nella Locride, Muià ha lavorato per decenni come capo-scalo della British Airways all’aeroporto di Genova, viaggiando in ogni angolo del globo. Una volta terminata la carriera lavorativa, ha scelto di stabilirsi nel borgo medievale della costa ionica catanzarese per dedicarsi interamente alla sua passione per la fotografia.
Venticinque anni di racconti per immagini
Nei suoi oltre venticinque anni di permanenza nel centro catanzarese, Franco Muià ha documentato la vita quotidiana, le persone, le feste civili e i riti religiosi della comunità. Dalla sua sensibilità artistica ed antropologica sono nati depliant, mostre di successo e un volume interamente dedicato alla Settimana Santa badolatese. Il suo lavoro ha permesso di immortalare momenti unici di vita paesana e scorci di un patrimonio architettato e sociale di inestimabile valore.
Dai recuperi delle lastre d’epoca all’appello per la donazione
Il contributo di Muià va ben oltre i suoi scatti personali. Durante le ristrutturazioni delle abitazioni acquistate da italiani e stranieri nel borgo, l’autore ha recuperato dai vecchi locali soffitta e dalle cantine un patrimonio ancora più antico: 108 lastre fotografiche risalenti all’epoca antecedente la pellicola, realizzate dai primi storici fotografi del paese come Giuseppe Sgrò, Vincenzo Spagnolo e Giocondo Rudi. Questo materiale, accuratamente stampato ed esposto in diverse mostre estive, costituisce un documento prezioso sulla storia dell’emigrazione e sulla vita antica dei borghi calabresi.
Oggi, essendosi ritirato a vita privata, Franco Muià ha espresso la volontà di donare l’intero archivio affinché non vada distrutto o conferito in discarica. L’Università delle Generazioni ha accolto e rilanciato questo accorato appello per evitare quello che si configurerebbe come un grave danno socio-culturale. Gli enti, le istituzioni o i privati interessati a ricevere in dono questo patrimonio e a garantirne la tutela possono mettersi in contatto diretto scrivendo all’indirizzo di posta elettronica francomuia@gmail.com oppure recandosi presso la sua abitazione in Piazza Castello a Badolato borgo.



