La Commissione parlamentare Antimafia fa luce sulle recenti mobilitazioni del settore agricolo in Calabria. L’organismo parlamentare ha avviato formalmente una serie di approfondimenti per verificare la presenza di eventuali condizionamenti o infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste che hanno interessato diverse aree strategiche della regione.
L’iniziativa nasce da una segnalazione del senatore di Fratelli d’Italia Marco Silvestroni, che lo scorso 13 ottobre aveva sollecitato l’organismo d’inchiesta a fare chiarezza su quanto emerso da alcune notizie di stampa. Al centro dell’attenzione vi sono i presidi e i blocchi stradali registrati in snodi cruciali del territorio calabrese, tra cui Pizzo, Crotone, Lamezia Terme e Rosarno. Nella sua richiesta, il parlamentare invitava la Commissione a valutare l’esercizio delle proprie prerogative istituzionali laddove fossero emersi elementi concreti di condizionamento criminale.
La risposta della presidente della Commissione Antimafia, la deputata di FdI Chiara Colosimo, ha confermato la fondatezza dei dubbi sollevati. Nella lettera di riscontro inviata al collega di partito, Colosimo ha evidenziato che i primi riscontri condotti sulle numerose segnalazioni giunte all’attenzione dell’organismo hanno già fatto emergere «importanti elementi e ulteriori circostanze certamente meritevoli di specifici approfondimenti».
L’obiettivo dell’inchiesta parlamentare è ora quello di ricostruire con precisione le dinamiche sottese alle manifestazioni, accertando se vi sia stata la presenza di soggetti o interessi riconducibili alla ‘ndrangheta intenti a strumentalizzare il disagio dei lavoratori del comparto agricolo. La presidenza dell’Antimafia ha assicurato che la vicenda continuerà a essere seguita con la massima attenzione per valutare le opportune iniziative conoscitive e le successive azioni da intraprendere.



