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La protesta degli agricoltori spacca la Calabria: i trattori restano sui presìdi nonostante lo stop dei Tir

La decisione delle sigle nazionali dell’autotrasporto di interrompere il blocco delle merci e avviare le trattative con le istituzioni a Roma non è bastata a riportare la serenità lungo la rete viaria della Calabria. Il comparto agricolo ha scelto di mantenere una linea intransigente, confermando la presenza dei propri mezzi e trattori nei principali snodi strategici della regione. La spaccatura tra la logistica, che ha congelato le proteste dopo le interlocuzioni ufficiali, e i produttori della terra evidenzia una profonda differenza di vedute sulla gestione delle rivendicazioni contro il carovita.

Il presidio principale resta insediato in prossimità dello svincolo autostradale di Falerna, nel Catanzarese, punto nevralgico della mobilitazione, ma un’elevata densità di mezzi si registra anche in diverse aree chiave dell’area del Cosentino. Il Movimento Territorio e Agricoltura ha ribadito di non voler smantellare le postazioni, continuando a sollecitare la partecipazione delle altre categorie economiche colpiti dall’aumento dei costi produttivi.

L’appello di Talarico e le nuove azioni sul territorio

A guidare la linea del rifiuto dello sblocco è Matteo Talarico, leader del Movimento, che ha affidato ai canali sociali la posizione dei manifestanti. “I presidi del Movimento Territorio e Agricoltura continuano, nonostante l’ancora incompreso sblocco di Fedralog”, ha dichiarato Talarico, contestando la scelta della Federazione regionale della logistica e cercando di raccogliere le adesioni di quella fascia di trasportatori rimasta insoddisfatta dall’accordo.

L’obiettivo della leadership contadina è quello di unire le istanze dell’agricoltura alle proteste per i costi del carburante, cercando il supporto della cittadinanza e del tessuto imprenditoriale locale. Oltre allo snodo di Falerna, la mappa dei blocchi attivi comprende le località di Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese. L’organizzazione ha inoltre preannunciato l’imminente allestimento di ulteriori punti di presidio lungo le arterie calabresi, con l’intento di mantenere costante la pressione politica sull’esecutivo.

“Invitiamo i trasportatori delusi, le imprese e la cittadinanza tutta a venirci a trovare nei nostri presidi pacifici di Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano, Spezzano Albanese e i nuovi presidi pronti ad aprire! Avanti Tutta!”, ha aggiunto Talarico nel suo messaggio rivolto alla rete.

Città in difficoltà tra scaffali vuoti e distributori senza carburante

Nonostante l’uscita di scena dei grandi vettori e l’avvio del confronto istituzionale nella capitale, le ripercussioni logistiche nei centri urbani calabresi continuano a manifestarsi in tutta la loro gravità. Nei supermercati dei principali centri della regione la popolazione affronta una situazione di prolungata attesa per il ripristino delle consegne di generi alimentari freschi, dopo diversi giorni caratterizzati da banchi e scaffali privi di merce.

Analogo scenario viene riscontrato lungo la rete carburanti urbana ed extraurbana: numerose stazioni di servizio sono rimaste completamente a secco. La speranza della popolazione e degli operatori economici è riposta nella possibilità che il flusso delle forniture e delle autobotti possa riprendere un ritmo regolare nel corso dei prossimi giorni.

Manifestazione spontanea sulla Statale 18 a Tortora

Segnali di tensione e mobilitazione diffusa si registrano anche sul Tirreno cosentino. A Tortora, lungo la Statale 18, decine di persone tra autotrasportatori, cittadini, studenti, commercianti e liberi professionisti hanno dato vita a una manifestazione spontanea a bordo strada, occupando lo stesso punto dove fino alla giornata precedente era posizionato il blocco dei camion.

Il gruppo, composto da circa cinquanta persone, effettua periodiche e brevi occupazioni della carreggiata, generando rallentamenti temporanei al traffico senza tuttavia applicare un blocco permanente ai mezzi pesanti in transito. Sul posto operano i carabinieri e la polizia per coordinare la viabilità e garantire l’ordine pubblico. I partecipanti descrivono l’iniziativa come un naturale proseguimento delle azioni dei giorni scorsi, avviato all’indomani della sospensione del fermo decisa da Fedralog. “In maniera pacifica, vogliamo mantenere alta l’attenzione su tutti i temi della protesta del settore trasporti e delle conseguenze del caro vita sui cittadini”, hanno sottolineato i manifestanti presenti sul presidio tirrenico.