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Sciopero generale del 20 novembre, la Cgil mobilita la Calabria: cinque piazze per la protesta

La Calabria si prepara a scendere in piazza il prossimo 20 novembre in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dalla Cgil per tutti i settori pubblici e privati. Saranno cinque le manifestazioni organizzate sul territorio regionale, con l’obiettivo di dare voce al disagio sociale ed economico che, secondo il sindacato, colpisce in modo particolarmente duro la regione.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, che definisce la mobilitazione una scelta “forte ma necessaria” per contestare le politiche economiche e sociali dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e chiedere un cambio di rotta sulle priorità del Paese.

“La Calabria paga un prezzo altissimo rispetto alle difficoltà economiche e sociali che stanno attraversando l’Italia”, afferma Trotta. “Abbiamo deciso di organizzare cinque piazze per garantire una partecipazione diffusa e consentire a cittadini e lavoratori di esprimere il proprio disagio”.

Al centro della protesta ci sono temi che riguardano direttamente il quotidiano dei cittadini: il caro vita, la precarietà lavorativa, i bassi salari, la crisi della sanità pubblica e la riduzione delle tutele sociali. Secondo la Cgil, l’aumento del costo della vita continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie, mentre gli interventi finora adottati non sarebbero sufficienti a contrastare il crescente impoverimento anche di chi possiede un lavoro stabile.

Tra le questioni sollevate dal sindacato anche quella dell’autonomia differenziata. Per la Cgil, il progetto rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze territoriali, penalizzando soprattutto il Mezzogiorno. “Non va nella direzione di un Paese unito e coeso – sostiene Trotta – ma rischia di accentuare i divari esistenti, mettendo in discussione principi fondamentali sanciti dalla Costituzione”.

Particolare attenzione viene dedicata alla situazione della sanità calabrese. Il segretario regionale evidenzia come i cittadini si trovino a sostenere il ticket sanitario più elevato d’Italia pur dovendo affrontare lunghe liste d’attesa per visite ed esami specialistici. Una condizione aggravata, secondo il sindacato, dalle criticità dell’assistenza territoriale e dalla persistente carenza di servizi.

Nel mirino della protesta anche le politiche di sviluppo per il Sud e l’assenza di strategie efficaci per contrastare la fuga dei giovani. “Mancano investimenti sul diritto allo studio, sul lavoro stabile e sulle opportunità per le nuove generazioni”, denuncia Trotta. “Il Mezzogiorno continua a perdere risorse umane perché non riesce a garantire prospettive concrete di crescita e occupazione”.

La Cgil chiede inoltre maggiori investimenti in scuola, sanità, welfare e rinnovo dei contratti collettivi nazionali, ritenendo insufficienti le attuali misure di sostegno al reddito. Secondo il sindacato, la tutela del lavoro e il recupero del potere d’acquisto dei salari dovrebbero rappresentare una priorità dell’azione di governo.

L’appuntamento è dunque fissato per il 20 novembre, quando migliaia di lavoratori, pensionati e cittadini sono chiamati a partecipare alle manifestazioni organizzate nelle cinque piazze calabresi. Una giornata di mobilitazione che la Cgil considera fondamentale per riportare al centro del dibattito nazionale le difficoltà economiche e sociali che attraversano il Paese e, in particolare, il Sud Italia.