Un nuovo provvedimento punta a ridisegnare il quadro disciplinare per i professionisti della salute. A prima firma di Alice Buonguerrieri, esponente di Fratelli d’Italia, un ordine del giorno depositato alla Camera dei Deputati accende i riflettori sulla posizione dei medici e degli operatori che durante l’emergenza hanno contestato gli obblighi e le direttive. Il testo interviene nel contesto del disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale.
Il perimetro delle richieste e la tutela della libertà di pensiero
Il testo del documento sottolinea la necessità di superare gli strascichi disciplinari legati alle condotte del periodo pandemico. L’obiettivo dichiarato è la salvaguardia dell’autonomia professionale, della libertà di manifestazione del pensiero e della critica scientifica. L’impegno richiesto all’esecutivo consiste nell’adottare iniziative normative affinché non vengano considerate illeciti disciplinari le condotte basate su scelte diagnostiche o terapeutiche difformi dalle linee guida ministeriali, purché motivate dalle condizioni del singolo paziente, oltre alle critiche motivate mosse all’obbligo vaccinale, escludendo comunque i casi caratterizzati da dolo o colpa grave.
La prospettiva per i professionisti radiati
All’interno del testo normativo di riferimento, l’articolo 8 affronta direttamente la questione di chi ha subito la radiazione dall’Albo professionale. La disposizione prevede che il sanitario sanzionato per fatti non dolosi commessi durante il periodo di vigenza degli obblighi possa presentare istanza di reiscrizione alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. La procedura individua un termine perentorio di sessanta giorni dall’entrata in vigore della riforma per avanzare la richiesta di reintegro.



