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Tensione nel centrodestra: Vannacci sfida Meloni e attacca Tajani, La Russa e Occhiuto

Roberto Vannacci alza il tiro e rivendica la totale autonomia di Futuro Nazionale in vista delle prossime scadenze elettorali, lanciando un messaggio chiaro a Palazzo Chigi e ai vertici della coalizione.

Ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli, il generale non ha lesinato stoccate alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Di quello che dice mi interessa fino a un certo punto, a me importa del mio partito. L’unica fedeltà per noi è verso gli elettori che credono nelle nostre posizioni. A 30-40 giorni dal voto Meloni prenderà le sue decisioni”.

Ma l’affondo più duro Vannacci lo riserva agli esponenti di primo piano del centrodestra, accusati di chiudere la porta a un eventuale dialogo: “Gli sgherri di Meloni sono stati lanciati: mi riferisco a La Russa, Ronzulli, Tajani e Occhiuto, che erigono mura e fanno dichiarazioni di incompatibilità”. Un attacco diretto che chiama in causa il presidente del Senato, il vicepremier e segretario azzurro, fino al presidente della Regione Calabria.

Nessun passo indietro, dunque, né la volontà di affrettare i tempi sulle alleanze: Futuro Nazionale intende giocarsi la partita elettorale fissando paletti ben precisi. “Le decisioni si prendono solo a ridosso delle elezioni e noi non ci muoveremo dalle nostre linee rosse”, ha ribadito il leader, confermando che qualsiasi trattativa dovrà partire dal rispetto inderogabile delle sue condizioni politiche.