La notte scorsa il porto di Reggio Calabria ha registrato l’arrivo di trentatré persone a bordo della nave Oyvon, un’imbarcazione impiegata nelle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo da Medici Senza Frontiere. L’approdo ha attivato il dispositivo di assistenza predisposto nello scalo reggino per gestire le fasi successive allo sbarco.
La composizione del gruppo e le presunte nazionalità
Il gruppo giunto sulla costa calabrese è composto da venticinque uomini, tre donne e cinque minori. Tra i minori, tre viaggiano accompagnati, mentre due risultano non accompagnati. Le prime informazioni indicano provenienze da diversi Paesi africani, in particolare Eritrea, Somalia, Nigeria e Niger, sebbene le nazionalità debbano essere considerate presunte in attesa delle verifiche ufficiali da parte delle autorità competenti.
Il coordinamento della Prefettura e l’assistenza sul territorio
Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria, che ha predisposto gli interventi necessari per la gestione dell’arrivo. Una volta a terra, le persone soccorse sono state prese in carico dalle forze dell’ordine e dagli operatori della Caritas diocesana, impegnati nelle attività di prima assistenza sanitaria e logistica. Particolare attenzione è stata riservata alla situazione dei cinque minori, con un focus specifico sui due minori stranieri non accompagnati per garantire le tutele previste dalla normativa vigente.



