L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha ufficializzato l’istituzione di due nuovi spazi aerei interdetti al volo dei droni sopra le Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati. La misura risponde alla richiesta presentata dall’Ente gestore dei due siti protetti per prevenire l’impatto delle attività aeromodellistiche sugli equilibri ecologici locali.
La decisione trova il suo fondamento normativo nella Legge 6 dicembre 1991, n. 394, quadro di riferimento per la conservazione delle aree naturali protette in Italia. Attraverso la nota informativa AIP S43/22 del 6 agosto 2026, l’ENAC ha formalizzato e reso noti i perimetri esatti delle zone interessate dalla restrizione, definendo i confini geografici entro i quali la circolazione dei sistemi a pilotaggio remoto non è consentita.
Tutela della fauna e conservazione degli habitat
L’esigenza di porre limiti all’utilizzo dei droni nasce dall’esigenza di preservare la ricca biodiversità che caratterizza queste due aree della Calabria. Il Lago di Tarsia e la Foce del Crati rappresentano snodi cruciali per le rotte migratorie di numerose specie di avifauna, oltre a ospitare habitat di rilevante valore naturalistico.
La presenza di velivoli a pilotaggio remoto nelle vicinanze dei siti di nidificazione e sosta genera potenziale disturbo, causando l’allontanamento involontario degli animali e l’interruzione dei loro cicli naturali. Con la pubblicazione delle coordinate ufficiali da parte dell’ENAC, la normativa sul sorvolo garantisce una protezione più stringente per le risorse ambientali delle riserve.



