Tra la Calabria raccontata attraverso i visual patinati dei social network e quella restituita dai numeri ufficiali della statistica nazionale corre un divario profondo. A rimarcarlo con forza è il consigliere regionale Ernesto Alecci, che interviene duramente all’indomani della pubblicazione dei recenti Rapporti ISTAT su Povertà e Benessere Equo e Sostenibile (BES), disegnando un quadro socio-economico per la regione che definisce “desolante”.
Nel mirino del consigliere c’è la comunicazione istituzionale e politica del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, accusato di portare avanti un’operazione di «distrazione di massa» basata su una presunta narrazione del “miracolo calabrese”.
«È ora che il Presidente scenda dalla Luna e torni a vivere qui con noi in Calabria» esordisce Alecci. «Ancora una volta assistiamo al tentativo di mistificare la realtà raccontando sui canali mediatici una regione in rampa di lancio ed esempio per l’Italia. Tutti amiamo la nostra terra, ma non si può fare finta di nulla di fronte a dati certificati che evidenziano una regione ferma e incapace di rialzarsi.»
I numeri del divario: le emergenze secondo i dati ISTAT
Per sostenere la propria posizione, Alecci richiama una serie di indicatori chiave estrapolati dagli ultimi report dell’Istituto Nazionale di Statistica, mettendo a confronto la media nazionale con le performance calabresi:
“Servono politiche reali, non spot”
Tra i dati citati, a destare maggiore preoccupazione è il divario sull’aspettativa di vita in salute — dove i residenti in Calabria scontano un deficit di ben un decennio rispetto alla media nazionale — e il peso economico e sociale della migrazione sanitaria, che continua a drenare risorse pubbliche verso la sanità di altre regioni.
Il consigliere conclude richiamando la giunta regionale a un cambio di passo concreto in vista della seconda parte del mandato di governo:
«È inutile e dannoso continuare a mostrare sui social una Calabria che “cena nei ristoranti stellati” quando poi i calabresi tornano a casa e trovano il frigorifero vuoto. Giunti ormai alla soglia del sesto anno di Governo, queste enormi difficoltà non accennano a ridursi. Occorre fare i conti con la realtà e dare vita a una politica capace di incidere davvero sulle condizioni quotidiane di vita della gente.»



