La proposta della Lega sull’anticipo pensionistico finisce direttamente nel mirino di Pasquale Tridico. A margine di un evento politico e istituzionale tenutosi a Reggio Calabria, il capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ed ex presidente dell’INPS ha criticato duramente l’ipotesi di consentire l’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni d’età con 36 anni di contributi, definendola “una beffa” a danno dei cittadini.
Il nodo pensione: fino a 300 euro in meno al mese
Secondo l’analisi dell’ex vertice dell’istituto di previdenza, il meccanismo ipotizzato comporterebbe un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Una condizione che si tradurrebbe in una vera e propria stangata per chi scegliesse la flessibilità previdenziale:
“Vuol dire far passare un diritto, quello di andare in pensione prima, attraverso un costo esoso sulle spalle degli stessi pensionati”, ha spiegato Tridico.
In base alle sue stime, la penalizzazione economica non sarebbe di poco conto: si parlerebbe di una riduzione compresa tra i 200 e i 300 euro al mese per un pensionato medio. Una decurtazione che finirebbe per depotenziare la misura, rendendola nei fatti sconveniente e poco praticabile per la maggior parte dei lavoratori.
“Manovra insufficiente”: l’analisi sulle proteste e sul caro vita
L’intervento del rappresentante pentastellato ha poi ampliato il raggio d’azione all’intera politica economica del Governo Meloni, bocciando senza appello la manovra finanziaria, giudicata “largamente insufficiente a contrastare le varie crisi che il Paese sta affrontando”.
Tridico ha collegato la debolezza dei provvedimenti governativi alle continue mobilitazioni che stanno interessando diversi settori produttivi e sociali:
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Nessuna regia politica o sindacale: Le proteste di studenti, agricoltori e lavoratori dei trasporti nascono spontaneamente dal disagio quotidiano di famiglie e imprese.
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Servizi essenziali al palo: Risposte considerate del tutto inadeguate nei settori chiave della sanità e della scuola pubblica.
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Caro vita non contrastato: Mancanza di interventi incisivi sull’inflazione e sui costi dell’energia, che continuano a gravare sui bilanci dei cittadini.
Transizione energetica: il monito all’Europa
Un passaggio chiave del suo discorso ha riguardato infine le politiche energetiche e le direttive comunitarie. Tridico ha ricordato come le istituzioni di Bruxelles abbiano tracciato una strada ben precisa sull’uso dei margini di bilancio:
“L’Europa è stata molto chiara: la flessibilità si utilizza per investimenti nelle rinnovabili”.
Un’indicazione che, secondo l’eurodeputato del M5S, l’esecutivo italiano starebbe ignorando, rifiutando di indirizzare le risorse finanziarie verso la transizione ecologica e l’indipendenza energetica.



