Chi è della mia generazione, o anche qualcosa in più, si ricorderà sicuramente il gioco “non si muove una foglia” o “corridoio”.
Il gioco consiste nel disporre due file di persone, l’una di fronte all’altra, andando a formare un corridoio, appunto, nel quale un giocatore dovrà passare mentre viene colpito sul collo dai componenti delle righe con dei leggeri schiaffetti. Lo scopo è quello di capire, osservando con attenzione e rapidità, chi sia il responsabile dello schiaffo appena subito per scambiarsi di posto, se ciò non avviene si ricomincia il giro e tutto rimane fermo, immobile; solo con attenzione e giudizio si potrà, quindi, risalire al “colpevole” e tirarsi fuori dalle “difficoltà”.
In questo momento, il Cosenza appare come il concorrente poco attento che non riesce a trovare il bandolo della matassa e continua imperterrito a camminare su una linea retta in balia degli eventi facendo il minimo indispensabile per provare a tirarsi fuori dal “piccolo” (che poi così piccolo non è) momento di crisi.
Dopo quattro pesanti sconfitte consecutive che hanno fatto ripiombare il Cosenza calcio direttamente nella zona playout della classifica, con prestazioni ben lontane rispetto a quelle a cui la formazione silana aveva abituato i propri tifosi ad inizio campionato – non si parla esclusivamente dell’aspetto tecnico, ma di quella verve che dalla partita con il Como in poi non è stata più riscontrata sul terreno di gioco – il futuro dei lupi in questa Serie B appare poco chiaro.
Dopo l’esonero di Davide Dionigi, ancora si attende l’ufficialità di un nuovo tecnico alla guida del Cosenza calcio che, come detto ancora orfano di allenatore, continua a sondare il terreno (ricevendo anche molte risposte incerte).
I tempi cominciano a diventare lunghi e attendere ulteriormente significherebbe dare sempre meno tempo a disposizione per il nuovo tecnico in vista di quello che al momento rispecchia tutti i canoni di uno scontro diretto.
La trasferta di Pisa, infatti, sarà uno snodo cruciale per questa prima parte di campionato; calabresi e toscani occupano la stessa posizione in classifica in fatto di punti (undici per entrambe le squadre che si contendono la quintultima posizione) ma quel -8 di differenza reti (“guadagnati” tutti nelle ultime quattro uscite) penalizza i rossoblù in termini di classifica generale e pesa come un macigno.
Se sul tecnico ancora non emergono notizie ufficiali, sui giocatori – nel post-partita contro il Frosinone – il direttore sportivo non ha lasciato nulla all’interpretazione lanciando un altro campanello d’allarme, ovvero quello della rosa considerata <<da migliorare>>.
Da questo calderone di ipotesi e supposizioni, si può estrapolare una certezza; ovvero, quella di un Cosenza che ancora una volta a ridosso del giro di boa viene risucchiato nella zona bassa della classifica lasciando i tifosi a confrontarsi con un passato ancora attuale e una speranza di tranquillità che, nonostante i buoni propositi, appare lontana.
È iniziata un’altra settimana calcistica che traghetterà le squadre di Serie B verso il dodicesimo turno di campionato e in casa Cosenza ci sono tanti elementi da valutare per risalire a questo momento di crisi, dal tecnico alla rosa passando per la compattezza del gruppo (apparentemente scollato e privo di stimoli) ma in casa Cosenza ancora “non si muove una foglia”!



