Con l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del Decreto Legislativo “per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari”, entra in vigore dal 30 dicembre 2022 la riforma del processo penale (cd. Riforma Cartabia). Tante le innovazioni introdotte. Per quanto riguarda la procedura penale, ad essere modificato è l’intero percorso processuale: dalle indagini preliminari al dibattimento, dai riti alternativi al processo e ai giudizi di impugnazione, finanche all’esecuzione penale.
Di questo, ma non solo, se ne discuterà domani, venerdì 13 gennaio, presso la biblioteca “M. Arnoni” del Tribunale bruzio. La giornata di studi – organizzata dalla Camera Penale di Cosenza con la Presidente della Corte di Assise di Cosenza, Dott.ssa Paola Lucente, il Prof. Avv. Oliviero Mazza e l’Avv. Vincenzo Belvedere – in ricordo del Prof. Avv. Giovanni Aricò, esempio più illustre di tecnica e passione forense.
Discutendo dinanzi ai Giudici della Suprema Corte di Cassazione, nel corso di uno degli ultimi interventi difensivi, l’Avvocato Arico’ ha cosi lasciato il proprio testamento di vita professionale soprattutto ai giovani Avvocati, per un’Avvocatura intesa come vocazione ancor prima che professione:
“Sono un vecchio avvocato, alla fine della mia parabola esistenziale. Ho accumulato tanti anni di sofferenze e delusioni, eppure, ogni volta che salgo queste scale, rivive in me l’illusione . Ed ecco perchè sono ancora qui, a dar fastidio: perché una volta scelta questa strada si ha il dovere di percorrerla tutta; perché l’obiettivo non si raggiungerà mai, ma dobbiamo testimoniare che residua la speranza di giustizia, solo questa non finirà mai, e non il raggiungimento della giustizia, che non appartiene alla capacità dell’uomo . Ma è quella speranza che fa il paio con chi bussa alla nostra porta quando arriva la disgrazia. Lo dico a chi verrà dopo di me: la speranza della società è il valore di questa attività , che non finirà mai, che non può finire…”




