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Osmunda regalis: la felce florida che vive in Calabria da milioni di anni

L’Osmunda regalis è una pianta erbacea perenne, cespugliosa, alta fino a due metri e provvista di fronde sterili e fertili. Quest’ultime sono dette “sporofilli”, cioè sono dotate di sporangi detti sori, che sono disposti in una “pannocchia” nella parte terminale delle fronde fertili.

Questa felce ha origini antichissime: si stima che sia comparsa sulla Terra circa 200 milioni di anni fa, quando i dinosauri dominavano il pianeta. Il suo nome deriva dal norreno (antica lingua scandinava) ass dio e da mund protezione: protezione divina poiché a questa felce erano attribuite proprietà curative e magiche.

L’Osmunda regalis è una specie che ama gli ambienti umidi e ombrosi, come le paludi, le torbiere, le rive dei laghi e dei fiumi, i boschi igrofili. Si trova in diverse regioni del mondo, ma in Europa è in regresso per la riduzione delle zone umide e per il prelievo indiscriminato delle sue zolle di terreno, usate come substrato per la coltivazione delle orchidee.

In Italia, una delle aree dove questa felce è ancora presente e ben conservata è la Calabria, dove si possono ammirare esemplari di Osmunda regalis in diverse località, tra cui il lago di Massaciuccoli, il padule di Fucecchio, il lago di Sibolla, il padule di Bientina, il monte Amiata, l’isola di Montecristo e la Catena Costiera.

Proprio sulla Catena Costiera calabrese, recentemente è stata scoperta una nuova stazione di Osmunda regalis, ad un’altitudine di 970 metri s.l.m. e a circa 700 metri dal Lago Trifoglietti. Si tratta di un’importante scoperta per la salvaguardia di questa specie, che testimonia la ricchezza e la diversità della flora calabrese.

L’Osmunda regalis è una pianta che merita attenzione e rispetto, non solo per la sua bellezza e maestosità, ma anche per la sua storia e il suo valore ecologico. Si tratta di una vera e propria reliquia vivente, che ci collega con un passato remoto e che ci ricorda la fragilità e l’unicità della biodiversità.