Sanità in Italia: un rischio di divisione per censo
L’Italia si trova di fronte a un potenziale divario nella sanità, dove l’accesso alle cure potrebbe diventare sempre più una questione di censo. Attualmente, il 42% dei cittadini con redditi più bassi è costretto a rinunciare alle cure mediche, poiché non riescono ad accedere al sistema sanitario pubblico e non possono permettersi la sanità privata. Questo è un segnale allarmante emerso dal 21° Rapporto ‘Ospedali e salute’ redatto da Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Censis.
Secondo un sondaggio Censis su 2.000 cittadini, il 47,7% degli utenti ha una percezione positiva del Servizio sanitario della propria regione (Ssr), con l’8,7% che lo considera ottimo e il 39% buono. Tuttavia, le lunghe liste di attesa rimangono uno dei problemi principali.
Nel 2023, il dato più preoccupante riguarda quel 42% di pazienti con redditi più bassi, fino a 15.000 euro, che è stato costretto a procrastinare o a rinunciare alle cure sanitarie perché non può accedere al Ssn e non può sostenere i costi della sanità a pagamento. Il 36,9% degli italiani ha invece rinunciato ad altre spese per sostenere quelle sanitarie: è il 50,4% tra i redditi bassi e il 22,6% tra quelli alti.
Il ministro della salute Orazio Schillaci ha commentato che “già i dati Istat del 2017 indicano che in Italia chi ha un titolo di studio superiore, e quindi guadagna di più, vive di più di chi ha un titolo di studio inferiore. Questo è inaccettabile”. Ha anche sottolineato che “il 51% degli italiani si rivolge alla sanità privata direttamente, senza prima richiedere la prestazione necessaria alla sanità pubblica: questa è una criticità”.
Schillaci ha quindi ricordato che “siamo avanti in Europa per vari ambiti e prestazioni, ed è necessaria una narrazione diversa del nostro Ssn”. Ha indicato l’abbattimento delle liste di attesa come una “priorità del governo”, ricordando che sarà presto operativo “un piano accurato su questo”. Ha assicurato che “entro l’anno, dopo 17 anni, riusciremo a superare il tetto di spesa sulle assunzioni”.
Il rischio di una sanità ‘per censo’, però, incombe ed il segretario generale del Censis Giorgio De Rita invita ad una rapida risposta: “E’ necessaria una accelerazione perché le tensioni sociali si stanno accumulando e questo non è un lusso che ci possiamo permettere”. Segnali positivi, conclude la presidente Aiop Barbara Cittadini, arrivano però dall’ultima legge di Bilancio, “grazie alle risorse ulteriori previste per le liste di attesa e anche alla possibilità di acquistare prestazioni dal privato per ridurre le stesse”.



