Sarebbero altri tre i corpi senza vita recuperati in mare dalla Guardia costiera. Altri tre cadaveri erano già stati prelevati dalle acque a largo della costa ionica calabrese.
Una sessantina di persone, tra i quali 26 bimbi, viaggiavano sulla stessa barca ed erano stati soccorsi da un mercantile e poi trasferiti sempre su un’imbarcazione della Guardia costiera, che li aveva portate a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria.
A sostenere le attività anche un aereo Atr42 decollato dalla base aeromobili della guardia costiera di Catania. E mezzi aerei di Frontex, l’Agenzia di controllo delle frontiere dell’Unione europea. In mattinata le due motovedette sono dovute rientrare per il rifornimento di carburante.
La barca a vela era partita da Smirne (proprio come la Summer Love naufragata a largo delle coste di Cutro) circa una settimana fa e le persone a bordo erano di nazionalità irachena, siriana e iraniana.
Sul naufragio è stata aperta un’indagine coordinata dalla procura di Locri, in provincia di Reggio Calabria.



