Nell’agosto 2022, Francesca Cufone, segretaria cittadina di IDM Rende, ha denunciato il degrado e i disagi della Zona Industriale di Rende, situata in contrada Lecco.
La bonifica dell’area è stata oggetto di un continuo scaricabarile tra l’amministrazione comunale dell’epoca e il Consorzio di bonifica. Inoltre, aveva segnalato che la toponomastica sarebbe cambiata a breve.
Recentemente, alcuni imprenditori hanno scoperto il cambio di indirizzo e numero civico solo notando le nuove targhette con il logo del Comune. Sono increduli per la mancanza di preavviso, che rende complesso adeguare la parte burocratica e logistica. Devono avvisare l’Agenzia delle Entrate, la Camera di Commercio, fornitori e clienti. Anche se il commercialista può aiutare, la corrispondenza con il vecchio indirizzo non sarà più consegnata.
Inoltre, il servizio di mappatura di Google, essenziale per raggiungere le sedi aziendali interne, non è ancora aggiornato. Gli imprenditori ironizzano chiedendosi se dovranno tornare ai segnali di fumo. Questo non è un atteggiamento da città civile e moderna. Se vogliamo essere una città smart, vicina agli imprenditori che da anni contribuiscono alle casse comunali senza ricevere servizi adeguati, dobbiamo cambiare.
Mentre la politica si concentra sulla propaganda per la città unica, i partiti e i movimenti continuano a evidenziare i problemi locali, sperando che qualcuno risponda del trattamento riservato agli imprenditori.



