“Dopo la riunione dell’Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Cosenza per l’organizzazione del servizio rifiuti (ATO) tenutasi ieri, che ha evidenziato il persistente stallo in merito alla localizzazione degli impianti necessari alla gestione dei RSU, credo sia giunto il momento di ripensare il sistema degli interventi impiantistici a supporto degli obiettivi di recupero/riciclo. La mia proposta, già avanzata a novembre dello scorso anno, è di abbandonare l’idea dell’impianto unico e di puntare alla realizzazione di una serie di mini impianti concepiti ciascuno per servire le necessità di aree comprendenti bacini con una utenza non superiore a 100 mila abitanti”.
È quanto dichiara il consigliere regionale Bevacqua, presidente della Commissione Ambiente e Territorio, il quale così prosegue: “Ad oggi, si registrano soltanto una disponibilità per un sito nell’ARO Presila, dove insediare un impianto di smaltimento degli scarti, e per un sito nell’ARO Pollino dove insediare alcune linee dell’ECO Distretto. Stando così le cose, in vista anche dell’assemblea generale convocata per il 16 settembre dove si discuterà dell’individuazione dei siti per gli impianti sia di trattamento che di smaltimento, bisogna trovare una soluzione efficace per un’emergenza strettamente correlata all’assenza di adeguata impiantistica. L’estensione dell’ambito provinciale cosentino e la popolazione in esso residente, consigliano di cogliere e valorizzare l’opportunità rappresentata dalla suddivisione nei 6 ARO (Aree di Raccolta Ottimali) corrispondenti, rispettivamente a Cosenza-Rende, Sibaritide, Pollino, Alto Tirreno, Appennino paolano, Presila): in ciascuno si può più agevolmente individuare un sito per una soluzione impiantistica plurale”.
“Le 6 ripartizioni territoriali – conclude Bevacqua – esistono proprio per tenere conto delle diversità territoriali per una gestione efficiente del servizio: la distribuzione in ragione delle entità demografiche interessate sarebbe sicuramente con la finalità complessiva del Piano Gestione Rifiuti che abbiamo approvato nel 2016 e consentirebbe azzerare l’insostenibile impatto ambientale di un unico mega impianto per il nord della Calabria. Faccio appello al presidente Oliverio e all’assessore Rizzo affinché riflettano sulla opportunità e fattibilità di questa mia proposta e possano avviarne la discussione con il presidente, gli enti e gli organismi presenti nel’Ato”.



