Il Tar Calabria ha messo la parola fine alla battaglia legale che ha accompagnato il progetto della “Città Unica” di Cosenza, Rende e Castrolibero.
I ricorsi presentati dai comuni di Cosenza e dai comitati contrari alla fusione sono stati respinti, confermando la data del referendum popolare fissato per il primo dicembre.
Un percorso giudiziario intenso
L’udienza cautelare, durata più del previsto, si è conclusa con una decisione che ha sorpreso molti osservatori. Il Tar ha accolto le tesi dei sostenitori della fusione, rappresentati dagli avvocati Morcavallo e dall’ufficio dell’avvocatura regionale. Castrolibero, invece, non aveva presentato richiesta di sospensiva.
Le prossime tappe
La sentenza del Tar apre ora la strada al referendum, ma la questione è destinata a tenere banco ancora a lungo. Il merito della vicenda, infatti, verrà discusso dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla legittimità della legge regionale che ha indetto il referendum. Nel frattempo, quasi mezzo milione di euro di fondi pubblici saranno utilizzati per l’organizzazione del voto popolare del primo dicembre.
Cosa significa questo per i cittadini?
La decisione del Tar ha suscitato reazioni contrastanti tra i cittadini dei tre comuni coinvolti. I sostenitori della fusione vedono in questa sentenza un passo avanti verso una maggiore efficienza e una migliore gestione dei servizi pubblici. I contrari, invece, temono una perdita di identità e di autonomia per i singoli comuni.



