Un drammatico naufragio ha sconvolto il Canale di Sicilia. Una bambina di 11 anni, originaria della Sierra Leone, è stata l’unica a sopravvivere al naufragio di una barca partita da Sfax, in Tunisia, con a bordo 45 migranti. La piccola è stata soccorsa all’alba di oggi dal veliero Trotamar III della ONG Compass Collective, dopo aver trascorso tre giorni in mare aggrappata a una camera d’aria.
La barca, una piccola imbarcazione di metallo, sarebbe affondata a causa di una violenta tempesta. La bambina, l’unica sopravvissuta, è stata ritrovata in ipotermia ma in buone condizioni di salute.
L’intervento dell’ONG Compass Collective
Il veliero Trotamar III, impegnato in una missione di soccorso in zona, ha sentito le grida della bambina e l’ha recuperata. L’equipaggio, composto da sei volontari, ha prestato le prime cure alla piccola e l’ha trasportata a Lampedusa.
“Siamo un piccolo gruppo di attivisti tedeschi che abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra barca per aiutare chi è in difficoltà nel Mediterraneo”, ha dichiarato un membro dell’equipaggio.
Il racconto della bambina e le testimonianze
La bambina, dopo le prime cure mediche, ha raccontato ai soccorritori di aver viaggiato con suo fratello, disperso insieme agli altri migranti. “Era molto stanca, ma tranquilla”, ha dichiarato Francesca Saccomandi, volontaria di Mediterranean Hope, che ha visitato la bambina all’ospedale.
Il responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, Francesco D’Arca, ha confermato le buone condizioni di salute della piccola, che è stata trasferita all’hotspot dell’isola.
Un dramma che si ripete
Questo nuovo naufragio riaccende i riflettori sulla drammatica situazione nel Mediterraneo e sulla necessità di intensificare gli sforzi per garantire la sicurezza dei migranti.



