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“Mia nonna è morta nel PS di Cosenza tra indifferenza e disumanità”, la lettera

La sanità di Cosenza sotto accusa, con una denuncia che arriva direttamente dal cuore di chi ha vissuto momenti di profondo dolore e amarezza . Maria Assunta, una cittadina segnata dalla recente perdita di sua nonna, ha scelto di raccontare la sua esperienza, scrivendo una lettera che evidenzia le gravi carenze e la mancanza di umanità riscontrate presso il pronto soccorso di Cosenza .

Maria Assunta denuncia scene che non avrebbe mai voluto vedere: da risposte disumane a pazienti fragili, alle condizioni precarie di cura che privano chi soffre della dignità e dell’attenzione che ogni essere umano meriterebbe. Racconta la storia di un’infermiera che, di fronte alla richiesta di assistenza per un uomo in condizioni igieniche critiche, ha risposto con arroganza e indifferenza.

La lettera fa luce anche sull’esperienza personale: sua nonna , ricoverata d’urgenza per problemi respiratori, è stata affidata a personale inesperto, senza supervisione adeguata. Una situazione surreale che ha costretto Maria Assunta, solo ventenne, a correggere errori che non avrebbero mai dovuto verificarsi. Nonostante la sofferenza e la confusione, il personale ha mostrato leggerezza e insensibilità, privando la famiglia di momenti di vicinanza nel suo ultimo addio.

Maria Assunta non cerca compassione, ma vuole dare voce all’ ingiustizia vissuta, chiedendo che la sanità di Cosenza torni a guardare chi soffre come persone e non come numeri o fastidi. La sua missiva, indirizzata alla nostra redazione, rappresenta un grido di aiuto per tutte le famiglie che meritano rispetto e cure adeguate.

“La comunità cosentina merita di più: una sanità che rispetti le vite, gli affetti e la dignità di ciascuno.”. Maria Assunta lo urla per sua nonna e per tutte le persone che non possono più farlo.