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L’energia e i cittadini: i costi, i prezzi, i disagi, le soluzioni

Di Pierfrancesco Greco

Un’occasione volta a favorire il confronto, il dibattito, la formulazione di proposte per offrire alla cittadinanza informazioni sulle strategie di sopravvivenza alla giungla e nella giungla dei prezzi e delle tariffe energetiche: questo l’obiettivo del seminario “Cara #Bolletta”, che, promosso da CGIL Calabria, SPI CGIL Calabria, FILCTEM CGIL Calabria, Sunia Calabria e Federconsumatori Calabria, s’è tenuto poco fa a Lamezia Terme, presso l’Unioncamere Calabria. Davanti a una platea attenta e numerosa, autorevoli relatori, esperti del settore ed esponenti sindacali, quali Gianfranco Trotta, Segretario Generale CGIL Calabria e coordinatore del convegno, Enzo Scalese, Segretario CGIL Area Vasta Kr – Cz – VV, Francesco Gatto, Segretario Generale FILCTEM CGIL Calabria, Mimma Iannello, Presidente Federconsumatori Calabria, Carmelo Gullì, Segretario Generale SPI CGIL Calabria, Annamaria Palummo, Responsabile Regionale FILCTEM CGIL Calabria Area Mercato Elettrico, Francesco Alì, Segretario Generale Sunia – CGIL Calabria e Pino Gesmundo, Segretario Nazionale CGIL, hanno argomentato inerentemente a una materia ostica, lontana da un’agevole comprensione per coloro i quali non fanno parte della categoria degli addetti ai lavori e, tuttavia, vicina, prossima alla quotidianità di utenze, famiglie, imprese, lavoratori, pensionati, per i quali i prezzi sempre più esosi, ingiustificati e, in alcuni casi, insostenibili dell’energia rappresentano una sfida quotidiana. Una sfida dovuta ai prezzi finali slegati dai costi di produzione, o di immissione sul mercato, quindi non connessi a una logica di mercato, quanto, piuttosto, a una pianificazione lucrosa che, invece di regolamentare in senso, potremmo dire sociale, la spese per l’utenza, coniugando – in questa fase ove la transizione energetica costituisce un orizzonte reclamizzato, ma, ahinoi, non sempre perseguito, – la sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica per le categorie dei consumatori, soprattutto quelle più deboli, fa esattamente il contrario, ponendo gli utenti di fronte a dilemmi quotidiani tra il risparmio e la fruizione di servizi volti a rendere più confortevole, serena l’esistenza quotidiana di ognuno di noi. Un dilemma che trae, è il caso di scriverlo, “energia” dal sistema determinato dalle liberalizzazioni, tanto strombazzate, pure, a suo tempo, dalla Sinistra che le ha sdoganate, declinandole attraverso una narrazione edulcorata rispetto all’impatto reale che esse avrebbero avuto sui consumatori.

Liberalizzazioni che, condizionando e limitando, nel concreto, il vissuto quotidiano dei cittadini, non sono, perciò, sinonimo di libertà; in altre parole, la deriva perversa innescata da tali processi, anche a causa della cronica incapacità di porvi freno dei governi, e, soprattutto del governo di destra-destra attualmente in carica – decisamente abile a raccontare, grazie alla compiacenza di una stampa dalla vocazione velinara, un Paese florido che, semplicemente, non esiste – rappresenta una riduzione, un detrimento della libertà per cittadini, lavoratori, per i soggetti più deboli, oltre che una zavorra per le imprese. Una riduzione di libertà che è cagione di diseguaglianze tra chi ha gli strumenti econonomici per volare sopra le sabbie mobili di tali meccanismi speculativi e chi, invece, si trova senza appigli di salvataggio e che oggi pone come preponderante, nel consesso sociale, la triste realtà di coloro i quali, oltre che alle difficoltà sul posto di lavoro, alla sempre strisciante, a volte palese, logica dello sfruttamento, devono far fronte pure al disagio, diciamolo pure, alla privazione del benessere al di fuori della sfera lavorativa, perfino nella dimensione rassicurante del contesto familiare.

Come porre rimedio a tutto ciò? La CGIL, in questo ambito, sta mettendo in campo una serie di azioni, finalizzate a strutturare una grande partecipazione democratica alle scelte del Paese; un insieme di attività di cui è parte anche l’impegno nella campagna referendaria, al fine di non lasciare che gli altri, le élite, decidano per i cittadini. Inerentemente al tema discusso nel seminario, per la CGIL occorre avviare un percorso di transizione energetica, da cui dipende il benessere, la vivibilità non solo del nostro Paese, ma del mondo, del futuro. Un processo di transizione a cui affiancare una politica di crescita industriale, da incentivare con l’abbassamento dei costi, intervenendo su questioni come il disaccopiamento tra costo di produzione del gas e quello delle rinnovabili e l’abbassemento degli oneri di sistema. Insomma, occorre sensibilizzare, rivendicare, costruire una consapevolezza tra i cittadini, tra i soggetti interessati che si possa tradurre in azioni capaci di anteporre, a cominciare dall’ambito energetico, al beneficio per i fondi d’investimento, i quali lucrano sui prezzi in bolletta, il beneficio per la collettività.

Occorre continuare a parlare, a discutere di tali temi, non solo tra gli addetti ai lavori; il momento è delicato e, nel contempo, propizio per rendere i cittadini consapevoli di ciò che accade, non solo nel nostro Paese: bisogna, insomma, cogliere l’occasione!