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Alzare l’età del consenso sessuale a 16 anni, Marziale sollecita proposta di legge

Il dibattito sull’età del consenso sessuale torna prepotentemente alla ribalta, e questa volta è la Calabria a farsi portavoce di un’istanza di civiltà: proteggere i minori e contrastare con maggiore efficacia il fenomeno degli abusi. Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, ha lanciato un appello accorato ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari, sollecitando la discussione della proposta di legge n. 1616, che mira ad innalzare la soglia del consenso sessuale da 14 a 16 anni.

Una richiesta che nasce da un’esigenza non più rinviabile, come sottolinea lo stesso Marziale: “È di fondamentale importanza che il disegno di legge possa proseguire celermente nel suo iter legis, attesa l’esigenza, non più rinviabile, di ricostruire il tessuto socio-culturale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, mai come ora messo a rischio dalla previsione di una soglia anagrafica fra le più basse del mondo occidentale”.

L’attuale legislazione, che fissa a 14 anni l’età in cui un minore può acconsentire ad avere rapporti sessuali, appare sempre più inadeguata di fronte alle dinamiche sociali e psicologiche dell’adolescenza. A 14 anni, un individuo è ancora in una fase di sviluppo cruciale, in cui la capacità di discernimento e di autodeterminazione è limitata e facilmente influenzabile. Innalzare l’età del consenso a 16 anni significa riconoscere questa vulnerabilità e offrire una maggiore protezione ai minori, tutelandoli da possibili manipolazioni e sfruttamenti.

La proposta di legge non è un’iniziativa isolata, ma raccoglie un ampio consenso trasversale. Come evidenzia Marziale, “in Consiglio regionale della Calabria tutti i consiglieri e le consigliere si sono meritoriamente schierati a favore della Mozione, dimostrando che la tutela dei minori va ben oltre qualsivoglia steccato divisivo. Mozione che è stata, altresì, discussa e condivisa dalla Conferenza nazionale delle presidenti delle Commissioni pari opportunità di Regioni e Province autonome, in data 18 ottobre 2023, nonché dalla Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in data 17 luglio 2024”.

È ora che il Parlamento italiano raccolga questo grido d’allarme e si assuma la responsabilità di adeguare la legislazione alla realtà dei fatti. Non si tratta di criminalizzare la sessualità adolescenziale, ma di proteggere i più giovani da abusi e violenze, garantendo loro il diritto di vivere la propria crescita affettiva e sessuale in modo consapevole e protetto. Alzare l’età del consenso è un passo necessario per costruire una società più giusta e rispettosa dei diritti dell’infanzia.